Lavoro

Amaco Cosenza, svolta per i lavoratori: l’azienda passa a Cometra, salvati servizio e occupazione

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Il Segretario Provinciale della Uiltrasporti, Andrea Mazzuca, ripercorre la complessa vertenza dopo il fallimento: «Abbiamo scelto il silenzio operoso e la responsabilità. Ora inizia una nuova fase per la mobilità cittadina»

di Redazione

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COSENZA — La vertenza Amaco giunge a una svolta decisiva. Con il passaggio formale delle attività al consorzio Cometra, si chiude uno dei capitoli più dolorosi e complessi per il trasporto pubblico locale della città dei Bruzi. Una transizione delicata che, dopo lo spettro del fallimento, mette in sicurezza non solo la continuità di un servizio essenziale per migliaia di cittadini, ma anche e soprattutto il futuro occupazionale e la dignità dei lavoratori.

A ripercorrere le tappe di questo lungo e tortuoso cammino è Andrea Mazzuca, Segretario Generale della Uiltrasporti Cosenza, che rivendica la linea del “silenzio operoso” adottata dal sindacato durante i mesi più caldi della trattativa.

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La strategia del fare: «Meno parole, più tutele»

«Abbiamo scelto consapevolmente di attendere, di parlare meno e lavorare di più», spiega Mazzuca, analizzando la strategia sindacale che ha evitato che la vertenza scivolasse nel terreno dello scontro politico sterile. «Non perché non avessimo argomenti, ma perché sentivamo il peso di una responsabilità enorme: tutelare il futuro delle persone. Mentre intorno ad Amaco si moltiplicavano dichiarazioni e ricostruzioni di ogni firma, noi abbiamo preferito concentrarci sul confronto quotidiano, senza mai sottrarci al dialogo, anche nei momenti più bui, segnati da tensioni e notti insonni».

Per la Uiltrasporti, il salvataggio di Amaco non rappresenta solo una vittoria sindacale, ma il riscatto di un pezzo di storia cosentina. «Amaco non è stata semplicemente una sigla aziendale, ma un pilastro della mobilità e del tessuto sociale di Cosenza», ricorda il Segretario. «Parliamo di un patrimonio fatto di professionalità e sacrifici quotidiani, grazie al quale migliaia di cittadini hanno potuto esercitare ogni giorno il diritto costituzionale alla mobilità: per andare al lavoro, a scuola, in ospedale».

Il ruolo della curatela e la sinergia istituzionale

Il percorso che ha condotto all’accordo con Cometra è stato tutt’altro che lineare. Il fallimento della municipalizzata ha rischiato di travolgere intere famiglie. In questo contesto, Mazzuca tiene a sottolineare la gestione equilibrata della procedura fallimentare: «Va dato atto al Curatore fallimentare di aver operato con straordinaria professionalità e sensibilità umana, garantendo la regolarità degli stipendi durante la fase transitoria e mostrando costante attenzione alle difficoltà dei dipendenti».

Un ringraziamento che il leader della Uiltrasporti estende anche al fronte politico-istituzionale, evidenziando come la sinergia tra il Comune di Cosenza e la Regione Calabria sia stata determinante per sbloccare l’impasse nei momenti decisivi. «Abbiamo discusso, proposto e insistito tenendo fermo un unico faro: l’interesse dei lavoratori deve sempre prevalere sulle logiche di parte».

Le sfide del futuro e il monito a Cometra

Se oggi si chiude la fase emergenziale, per il sindacato non si tratta affatto di un punto di arrivo, bensì della linea di partenza di una nuova sfida. Rivolgendosi direttamente ai vertici di Cometra, subentrati nella gestione del servizio, Mazzuca lancia un messaggio chiaro e fermo sulle aspettative future.

«A chi assume oggi questa importante eredità auguriamo buon lavoro, ma formuliamo una richiesta precisa: al centro di ogni piano industriale e di ogni scelta strategica dovranno sempre esserci la dignità del lavoro, la tutela dei diritti e la qualità del servizio offerto all’utenza».

La Uiltrasporti assicura che non abbasserà la guardia. «Noi continueremo a esserci, con la stessa fermezza e lo stesso senso di responsabilità che ci hanno guidato finora. Vigileremo sul rispetto degli impegni presi, perché se è vero che una vertenza si può chiudere, la nostra responsabilità verso i lavoratori non finisce mai».

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