Crotone, litorale sotto la lente d’ingrandimento: 474 rifiuti raccolti e catalogati. Al via l’indagine scientifica di PAR
Il primo monitoraggio nel tratto tra New Paradise e Lido Poseidon rivela una massiccia presenza di mozziconi di sigaretta. L’obiettivo dell’associazione Psiko Ambiente Regeneration è mappare l’inquinamento costiero per promuovere prevenzione e consapevolezza.
CROTONE – Non una semplice operazione di pulizia, ma una vera e propria attività di ricerca scientifica e sociale sul campo. È partita oggi sul litorale crotonese la prima indagine ecologica promossa da Psiko Ambiente Regeneration (PAR), associazione di promozione sociale con sede a Strongoli. L’iniziativa, intitolata significativamente “Quali rifiuti troviamo di più sulla spiaggia?”, ha visto un team di ricercatori e volontari setacciare il tratto di costa compreso tra gli stabilimenti New Paradise e Lido Poseidon.
Il bilancio della prima giornata di campionamento parla chiaro: 474 rifiuti complessivi sono stati raccolti, analizzati e catalogati uno a uno. Una radiografia impietosa che restituisce un quadro preciso dello stato di salute della spiaggia urbana.
I numeri dell’indagine: l’invasione dei mozziconi
I dati raccolti durante questa prima sessione di monitoraggio evidenziano una netta prevalenza di scarti legati al fumo e alla plastica monouso. Questo il dettaglio del “bottino” sottratto all’ambiente:
- 264 mozziconi di sigaretta (pari a oltre il 55% del totale dei reperti)
- 85 rifiuti in plastica
- 12 bottiglie di vetro
- 8 pacchetti di sigarette
- Frammenti e scarti di carta di varia natura
Il dato sui mozziconi di sigaretta rappresenta la criticità più evidente: piccoli, altamente tossici e difficili da degradare, restano la minaccia principale e più diffusa per l’ecosistema sabbioso locale.
Dalla pulizia alla statistica: il metodo di PAR
La novità dell’approccio di PAR risiede proprio nella metodologia scientifica applicata alla tutela ambientale.
“Non ci siamo limitati a raccogliere i rifiuti: li abbiamo osservati, contati e classificati”, spiegano i portavoce dell’associazione. “Il nostro obiettivo è costruire una fotografia concreta e basata su dati oggettivi di ciò che si deposita sulle nostre spiagge. Solo attraverso una mappatura sistematica possiamo comprendere a fondo i comportamenti dei frequentatori del litorale e strutturare campagne di prevenzione che siano davvero efficaci”.
La filosofia alla base del progetto è lineare: la conoscenza del fenomeno è il presupposto indispensabile per risolverlo. Il database creato oggi consentirà non solo di confrontare le diverse tipologie di materiali rinvenuti, ma anche di monitorare l’evoluzione del fenomeno nel corso del tempo attraverso rilevazioni periodiche.
Prossimi passi
La giornata di oggi segna solo il debutto di un percorso a lungo termine che punta a coinvolgere attivamente la cittadinanza e le istituzioni del territorio. L’associazione PAR ha espresso un sentito ringraziamento a tutti i volontari e ai ricercatori che hanno reso possibile questa prima tappa.
La campagna scientifica non si ferma: tra esattamente un mese è già in programma la seconda indagine ecologica. L’obiettivo sarà analizzare un nuovo tratto del litorale di Crotone per arricchire la banca dati e proseguire l’opera di sensibilizzazione della comunità locale.





