Il “Pitagora d’Argento”: a Crotone si celebra l’unione tra sapere, arte e pensiero classico
La città si prepara a celebrare una nuova edizione del Premio Pitagora, un evento che rinnova il profondo legame tra il mondo della ricerca, la cultura e la crescita sociale. Promosso dal Consorzio Jobel in sinergia con l’Università della Calabria (Unical) e l’Unione Matematica Italiana (UMI), il premio si pone l’obiettivo di valorizzare il contributo della conoscenza come motore indispensabile per lo sviluppo civile.

Al centro della manifestazione vi è il “Pitagora d’Argento”, simbolo tangibile dell’evento. Non si tratta di un semplice trofeo, ma di una prestigiosa scultura d’arte orafa realizzata dai celebri maestri Michele e Antonio Affidato, eccellenze riconosciute del Made in Italy. L’opera trae ispirazione diretta da “La Scuola di Atene” di Raffaello Sanzio, traducendo in metallo prezioso la sintesi del pensiero filosofico e scientifico che il capolavoro rinascimentale rappresenta.
La scultura è un manifesto: un omaggio al pensiero classico che rinnova il dialogo essenziale tra discipline umanistiche e scientifiche. Attraverso una raffinata lavorazione, i maestri Affidato hanno dato forma all’eredità universale di Pitagora, figura che incarna l’armonia, la misura e il sapere. Questi valori, oggi più che mai attuali, sono il fondamento del dialogo tra scienza, arte e formazione che il premio intende promuovere.
La collaborazione tra il Consorzio Jobel, che gestisce il Museo e Giardini di Pitagora dove si svolgerà l’evento, il Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Unical e l’UMI, sottolinea un impegno condiviso nella promozione della cultura come bene comune. L’iniziativa rappresenta un investimento strategico per lo sviluppo del territorio e per offrire alle nuove generazioni modelli di eccellenza fondati sulla ricerca e sull’impegno intellettuale.
L’appuntamento del 12 gennaio non sarà quindi solo una cerimonia di premiazione, ma un momento di alta riflessione sul valore intramontabile della conoscenza e sulla sua capacità di unire mondi apparentemente distanti, proprio come Pitagora fece con i numeri, la musica e la filosofia.

