“Intrecci – Abitiamo il Lametino”: con Parata Pop il welfare di comunità prende forma nella rassegna “Famiglie in Gioco”
Lamezia Terme non è soltanto una mappa di vulnerabilità urbane e bisogni complessi. A volte, si trasforma in un laboratorio a cielo aperto dove l’inclusione smette di essere una formula burocratica e assume la forma plastica di un sorriso, di una capriola, di un incontro imprevisto. Il 26 e il 27 giugno scorsi, l’Hub Casa della Cultura ha ospitato un esperimento di cucitura sociale che va ben oltre la semplice animazione territoriale. Si chiama “Parata Pop”.
I numeri dicono cento. Cento persone, tra bambini, genitori e cittadini di ogni età, che per due pomeriggi hanno animato gli spazi dell’Hub. Ma i dati quantitativi, per loro natura freddi, non restituiscono la vivacità dell’esperienza. Non raccontano il rumore dei mattoncini colorati di LUGO Brickgames, né la riscoperta nostalgica dei giochi tradizionali guidati dall’entusiasmo di Gennaro Pileggi. Soprattutto, non dicono come il circo contemporaneo e le arti di strada, portati in scena dalla compagnia TeatroP, abbiano saputo azzerare le distanze relazionali.
Lì, tra clave e acrobazie, le barriere invisibili si sono dissolte. C’erano le famiglie lametine. C’erano i cittadini di origine rom. Tutti insieme, senza etichette, immersi in uno spazio autenticamente condiviso.
L’iniziativa non nasce dal nulla. Germoglia, invece, nel solco di “Famiglie in Gioco”, rassegna promossa dalla Cooperativa Sociale Inrete ETS e da ARCI Lamezia Terme – Vibo Valentia APS. Si tratta di un tassello cruciale di un mosaico ben più ampio e ambizioso: il progetto “Intrecci – Abitiamo il Lametino”. Qui la complessità strutturale si fa risorsa. L’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) che anima il progetto unisce competenze eterogenee – educative, artistiche, sociali – in una sinergia policentrica capace di generare risposte flessibili a bisogni rigidi. Cooperare, in questo contesto, non è un verbo di circostanza. È una prassi metodologica. Questo lavoro di rete consente di progettare interventi integrati, mettendo in comune professionalità diverse per generare un impatto concreto sul territorio e rafforzare la capacità della comunità di rispondere in modo partecipato alle fragilità.
C’è una sfida storica, quasi un convitato di pietra, sullo sfondo di questo percorso: il superamento dell’insediamento di Scordovillo. “Intrecci” affronta questo nodo cruciale con una postura precisa. L’abitare diffuso, l’assegnazione di una casa fisica, rappresenta solo il punto di partenza. Senza relazioni stabili, le mura rischiano di rimanere scatole vuote. Ecco perché l’inclusione autentica esige la coabitazione dello spazio pubblico, la condivisione del tempo ludico, la costruzione di una fiducia reciproca che scardini lo stigma e il pregiudizio.
Parata Pop ha dimostrato esattamente questo. Il teatro e il gioco sono dispositivi di prossimità straordinari. Funzionano perché parlano una lingua pre-verbale, universale, immune alle diffidenze storiche. Attraverso la creatività si costruiscono ponti, si abbattono barriere e si promuove una partecipazione attiva che parte dal basso.
Il valore profondo di queste due giornate non risiede dunque nella mera esibizione artistica, ma nella qualità delle relazioni generate. Attraverso il gioco e l’arte, i partecipanti hanno condiviso spazi e momenti di quotidianità, trasformando la diversità da potenziale elemento di frattura a concreta opportunità di crescita collettiva. È in questi micro-contesti di socialità spontanea che si edifica una comunità più coesa, capace di superare diffidenze e stereotipi. L’inclusione reale non si scrive solo nei decreti o nei servizi dedicati; prende forma nei luoghi che impariamo a vivere insieme.
Le giornate di “Famiglie in Gioco” hanno così tradotto in azione gli obiettivi di “Intrecci – Abitiamo il Lametino”, confermando come la cultura e l’arte possano diventare strumenti strutturali di welfare comunitario. Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con nuove attività dedicate ai bambini, alle famiglie e all’intera cittadinanza. La strada è tracciata: la collaborazione tra istituzioni, Terzo settore e comunità locale può trasformare le linee guida di un progetto in esperienze tangibili di cittadinanza attiva e coesione sociale.
Il progetto “Intrecci – Abitiamo il Lametino” è realizzato in co-progettazione con il Dipartimento per l’Inclusione Sociale e Innovazione del Welfare ed è sostenuto con i fondi europei della Regione Calabria, nell’ambito della programmazione PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027.





