Dramma a Scalea: ritrovato in mare il corpo della guida ventenne di origini camerunensi scomparso ieri
L’estate della costa tirrenica cosentina si tinge improvvisamente di nero. Si sono spente nel modo più drammatico le speranze di ritrovare in vita Dimitri Franck Tanefo Fokou, il giovane di vent’anni di origine camerunense svanito nel nulla il 4 luglio a Scalea. Il suo corpo, ormai privo di vita, è stato recuperato dalle acque gelide del Tirreno.
Un pomeriggio di sole trasformato in incubo
Dimitri si trovava in Calabria per una nobile causa. Accompagnava un gruppo di persone con disabilità, ospiti di una struttura ricettiva locale per un periodo di vacanza. Una giornata che doveva essere di spensieratezza e inclusione si è però trasformata in un dramma inspiegabile intorno a mezzogiorno di ieri. Sotto gli occhi attoniti degli amici, che lo avevano visto poco prima sulla battigia, il ragazzo è letteralmente svanito nel nulla. Poi, il silenzio. Le ricerche sono scattate immediatamente, mobilitando soccorritori e forze dell’ordine in una corsa contro il tempo che, purtroppo, non ha dato l’esito sperato.
La scoperta dei sommozzatori e il mistero sulle cause
La svolta, tragica, è arrivata grazie al lavoro incessante dei sommozzatori dei Vigili del fuoco. A soli venti metri dalla riva, quasi a voler beffare gli sguardi dei bagnanti, il fondale custodiva il corpo del giovane, adagiato a circa quattro metri di profondità nello specchio d’acqua antistante il litorale di Scalea.
Cosa sia realmente accaduto in quegli istanti fatali rimane, per ora, un interrogativo aperto. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma l’ipotesi più accreditata porta a un malore improvviso o a una congestione che non ha lasciato al ventenne il tempo di chiedere aiuto. Sarà l’esame autoptico, già disposto dalle autorità, a fare piena luce sulle cause del decesso e a restituire un briciolo di verità a una comunità, quella di Scalea e della struttura ospitante, profondamente scossa e avvolta dal dolore.





