Benemerenza civica a Luigi “Gino” Paternostro: l’abbraccio di Mormanno al suo storico Maestro
Ci sono fili invisibili che nessuna distanza geografica può spezzare, legami che si nutrono di memoria, parole e sguardi condivisi. Per Mormanno, uno di questi fili porta il nome del professor Luigi “Gino” Paternostro — per tutti, semplicemente, Don Gino. In una serata densa di emozione e gratitudine, la comunità si è stretta attorno a colui che per decenni è stato non solo un insegnante, ma il custode silenzioso e appassionato della storia locale.
Il coronamento di questo legame è impresso sulla pergamena della Benemerenza Civica, conferita formalmente con una delibera consiliare approvata all’unanimità lo scorso 27 luglio. Ma l’ufficialità dell’atto amministrativo è solo il riflesso di un sentimento molto più profondo, radicato nel cuore di intere generazioni.
L’arte di educare e il valore della memoria
Essere maestri, nel senso più nobile del termine, significa seminare per il futuro. Don Gino lo ha fatto per tutta la vita, andando ben oltre i confini dei programmi scolastici. Nelle sue aule non si trasmettevano solo nozioni, ma si coltivavano i valori della libertà, della responsabilità civile e della curiosità intellettuale. Un impegno che nel tempo gli è valso il titolo di Cavaliere della Repubblica, ma il cui riconoscimento più autentico si legge oggi negli occhi dei suoi ex alunni, diventati adulti sotto la sua guida.
Tuttavia, il contributo di Paternostro non si è esaurito tra le mura scolastiche. Da fine studioso, poeta e ricercatore, ha dedicato la sua esistenza a salvare dall’oblio il patrimonio immateriale di Mormanno: il dialetto, le tradizioni popolari, le storie minime di donne e uomini che hanno edificato l’identità del paese. Un lavoro monumentale che ha trasformato il passato in un’eredità viva, un faro per le nuove generazioni.
Le parole del Sindaco: un legame oltre la distanza
Durante la cerimonia, il sindaco Paolo Pappaterra ha dato voce al sentimento collettivo con un ringraziamento che ha superato i protocolli istituzionali:
«Caro Professore, oggi non celebriamo solo un riconoscimento formale, ma il grazie corale di tutta Mormanno. Lei è stato maestro di scuola e di vita, capace di formare persone prima ancora che studenti. Con la sua opera di scrittore e ricercatore ha custodito la nostra memoria, trasformandola in un patrimonio da consegnare al futuro. Anche quando la vita l’ha portata lontano, lei da Mormanno non se n’è mai andato davvero. Ci sono appartenenze che non si misurano in chilometri e radici che nessuna distanza può spezzare. Grazie per continuare a essere un punto di riferimento per tutti noi.»
Un grazie impresso nel futuro
L’incontro, coordinato con sensibilità dalla dottoressa Anna Sola, si è consumato tra abbracci caldi e ricordi condivisi, offrendo l’immagine plastica di una comunità che riconosce i propri fari.
Mormanno ha voluto dire grazie al suo Maestro. E da oggi, quel grazie è scritto non solo sulle pagine della storia locale, ma nella memoria collettiva di un paese che, grazie a Luigi “Gino” Paternostro, ha imparato ad amarsi e a conoscersi un po’ di più.






