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San Giovanni in Fiore: nuova bufera sulla sanità pubblica per il trasferimento di personale

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Nuove tensioni investono il settore sanitario di San Giovanni in Fiore. Al centro della polemica, sollevata con forza dal Comitato 18 gennaio, vi è la riorganizzazione del personale decisa dall’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) per l’attivazione del locale Ospedale di Comunità, una misura necessaria a non perdere i finanziamenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

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Secondo quanto denunciato dal Comitato, le autorità sanitarie avrebbero optato per il trasferimento del personale attualmente in servizio presso il poliambulatorio di Fisioterapia di via Gran Sasso, destinandolo al reparto di Oncologia del nosocomio locale. Questa decisione, presa apparentemente per evitare il ricorso a nuove assunzioni tramite graduatorie, comporterebbe un duplice danno: da un lato, la drastica riduzione di un servizio di riabilitazione essenziale per l’intera comunità; dall’altro, il rischio di creare una problematica situazione di promiscuità logistica all’interno del reparto di Oncologia, a scapito di pazienti particolarmente fragili.

Il servizio di fisioterapia di via Gran Sasso rappresenta da tempo un punto di riferimento fondamentale per il territorio. Dotato di locali idonei e di strumentazioni specifiche, il presidio eroga ogni anno numerose prestazioni grazie a un personale ampiamente stimato dai cittadini per professionalità ed efficienza.

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L’operazione, che secondo il Comitato 18 gennaio sarebbe stata portata avanti con il benestare della precedente amministrazione comunale, viene contestata duramente. I rappresentanti del Comitato definiscono il provvedimento una “scelta scellerata” che rischia di accelerare il progressivo depauperamento della sanità pubblica locale. Per opporsi a questo disegno e tutelare le prestazioni sanitarie ancora attive sul territorio, l’associazione ha annunciato l’intenzione di promuovere una mobilitazione popolare a difesa degli ultimi presidi funzionanti della comunità.

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