Operazione “Medusa”: smantellato giro di squillo nel crotonese, scatta un arrestata una donna.
CROTONE — C’è una svolta importante nell’inchiesta “Medusa”, l’indagine che punta a fare luce su un fitto e degradante giro di prostituzione radicato nel territorio di Isola di Capo Rizzuto e con ramificazioni nel capoluogo crotonese. I Carabinieri della Tenenza locale hanno rintracciato e arrestato una donna di 37 anni (classe 1987), di nazionalità rumena e residente a Crotone, già nota agli archivi delle forze dell’ordine.
La donna è stata posta agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari (G.I.P.) del Tribunale di Crotone.
Il motel del sesso e la rete criminale
Le indagini, avviate con determinazione dai militari nel settembre del 2024, hanno permesso di ricostruire l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale strutturato. Secondo gli inquirenti, la rete sfruttava anche una struttura ricettiva — un motel della zona — come base logistica per gli incontri. Le accuse ipotizzate a vario titolo nei confronti della trentasettenne sono pesanti: associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione.
Come previsto dalle garanzie costituzionali e dall’ordinamento giuridico, l’indagata deve comunque essere ritenuta innocente fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva.
La risposta dello Stato contro il degrado
L’operazione “Medusa” squarcia il velo su uno spaccato di profondo degrado sociale e marginalità. Questo arresto rappresenta l’ennesimo tassello della costante azione di controllo del territorio promossa dall’Arma dei Carabinieri, frutto di una stretta e proficua sinergia con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore Domenico Guarascio. L’obiettivo comune resta quello di tutelare le fasce più vulnerabili della popolazione e restituire legalità, sicurezza e decoro alle comunità locali.






