Crotone, stop alla bonifica Eni: trovati rifiuti radioattivi non previsti nell’ex discarica Pertusola
Sospese le attività di scavo dopo il rinvenimento di materiali TENORM, per i quali non esistono impianti di smaltimento autorizzati in Europa. Eni Rewind ha chiesto l’intervento della Prefettura per definire le modalità di gestione in sicurezza.
CROTONE – Un imprevisto potenzialmente critico ferma uno dei più importanti cantieri di bonifica d’Italia. Eni Rewind ha comunicato di aver sospeso, a partire dallo scorso 8 gennaio, le attività di scavo nella discarica fronte mare dell’ex sito industriale Pertusola a Crotone. La decisione è scattata in seguito al rinvenimento di materiali contenenti TENORM (Technologically Enhanced Naturally Occurring Radioactive Materials), una tipologia di rifiuto radioattivo non contemplata nel progetto di bonifica originale.
Il problema principale è la totale assenza di soluzioni immediate: secondo quanto dichiarato dalla società, non esistono in Italia, né nel resto d’Europa, impianti autorizzati a smaltire questa specifica categoria di materiali.
I TENORM sono sostanze di origine naturale la cui radioattività viene concentrata e potenziata da specifici processi industriali. Nel contesto crotonese, la loro presenza è riconducibile alle storiche lavorazioni per la produzione di fertilizzanti fosfatici gestite prima da Montecatini e poi da Montedison.
La criticità non è una sorpresa assoluta. Già nel 2025, uno scouting a livello europeo condotto da Eni Rewind aveva confermato l’indisponibilità di discariche idonee, un’informazione trasmessa al Ministero dell’Ambiente e agli altri enti competenti il 30 settembre dello stesso anno. Proprio in quella data, prevedendo la complessità della situazione in vista degli scavi nella discarica ex Fosfotec (previsti per il 2027), la società aveva chiesto al Prefetto di Crotone la convocazione di una commissione tecnica specializzata. Lo scopo è valutare le opzioni possibili per gestire i materiali con TENORM nel pieno rispetto delle normative sulla radioprotezione e la sicurezza pubblica.
Le conclusioni di questo tavolo tecnico saranno decisive per elaborare una variante al progetto di bonifica, che dovrà poi ottenere il via libera da una nuova Conferenza dei Servizi ministeriale.
Nel frattempo, il cantiere nell’ex discarica Pertusola ha già prodotto circa 37.000 tonnellate di rifiuti, scavando fino a una profondità media di due metri. Metà di questo volume è già stata smaltita in discariche nazionali ed estere, mentre la restante parte è stoccata temporaneamente nel deposito D15 del sito, in attesa di essere inviata a destinazione nelle prossime settimane.
Eni Rewind ha comunque assicurato che non tutte le attività si fermeranno. Proseguiranno regolarmente gli scavi nella cosiddetta “zona Gessi”, un’area interna del sito dove si stimano circa 130.000 tonnellate di rifiuti, così come tutte le altre operazioni previste dal piano di monitoraggio ambientale.

