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Il Battesimo delle Bambole in Arbëria Crotonese: “Pupugheji”

Un laboratorio di comunità organizzato da Fili Meridiani al Muzé Spazio Arbëria per tramandare questo antico rito di comparaggio e riconnettere le generazioni, i bambini con gli adulti e gli anziani. 

Il 24 giugno, giorno di San Giovanni Battista, la comunità di Pallagorio, in Arbëria crotonese, si è riunita per celebrare un antico rito di comunità noto come il Battesimo delle Bambole, o “Pupugheji”, una tradizione che affonda le sue radici nella cultura e nelle usanze arbëreshe.

Il laboratorio si è svolto presso il Muzé Spazio Arbëria, un luogo simbolico e di grande significato per la comunità. Qui, bambini e signore della comunità hanno collaborato per realizzare i Pupugheji, creando un pupo fatto di garofani e mentuccia, avvolto in fasce come un neonato, come si usava nel passato. Questa bambola, simbolo di purezza e rinascita, viene poi portata in Chiesa per ricevere la benedizione.

Dopo la benedizione, il rito prosegue con la processione di San Giovanni Battista, santo patrono di Pallagorio. La processione è un momento di grande devozione e raccoglimento per tutta la comunità.

Alla fine della processione, si svolge il momento più suggestivo del rito: il battesimo con il lancio del pupo su un lenzuolo, “sandoni”. “Ndrikughat”, le giovani partecipanti al rito, lanciano il pupo instaurando così un legame di fratellanza che le unirà per tutta la vita. Questo gesto simbolico rappresenta la creazione di un legame indissolubile, una promessa di supporto e affetto reciproco.

Quest’anno, la cerimonia ha visto la partecipazione speciale dei compari, che hanno ulteriormente rafforzato il senso di comunità e di appartenenza. È stato un momento di grande emozione e partecipazione collettiva, dove tradizione e solidarietà si sono intrecciate.

Tra le protagoniste dell’evento, la signora Carmela Fazio, 76 anni, che da anni realizza i Pupugheji e che ha collaborato attivamente per il laboratorio, ha dichiarato: “È un onore poter tramandare questa tradizione ai più giovani. Realizzare i Pupugheji è un lavoro di amore e memoria, e vedere l’entusiasmo dei bambini mi riempie il cuore di gioia”.

Rosina Marra, Raffaella Bossio e Francesca Liuzzo del team di Fili Meridiani che hanno gestito da vicino il laboratorio, hanno espresso la loro soddisfazione: “Lavorare con i bambini e le signore della comunità per realizzare i Pupugheji è stato un momento di grande gioia e condivisione. Vedere la partecipazione entusiasta e la dedizione di tutti ci ha riempito di orgoglio. È fondamentale mantenere vive queste tradizioni che ci legano al nostro passato e ci uniscono come comunità.”

Ettore Bonanno, rappresentante di Fili Meridiani, ha aggiunto: “Il nostro obiettivo è preservare e valorizzare le tradizioni locali. Questo laboratorio è stato un esempio perfetto di come la comunità può unirsi per mantenere viva la propria eredità culturale. Il lavoro di Fili Meridiani è prezioso perché riattiva le comunità, creando occasioni di incontro e condivisione che rafforzano i legami tra le persone. Siamo grati per il supporto e la partecipazione di tutti.Un sentito ringraziamento va a tutta la comunità ed anche alla Parrocchia San Giovanni Battista, che ha contribuito con il suo supporto e aiuto, rendendo possibile la realizzazione di questo evento.“

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