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Donna = covatelli – c’e’ chi dice No’ alla Commissione Pari Opportunità di Crotone e alle iniziative obsolete e agli stereotipi dannosi

CROTONE – Profonda delusione e indignazione emergono dalla critica all’iniziativa promossa dalla Commissione Pari Opportunità del comune di Crotone. Da inizio mandato, gli eventi organizzati sembrano più simili a manifestazioni di una Proloco che a iniziative vere e proprie per la promozione delle pari opportunità. L’evento “DEL COVATELLO” in particolare ha sollevato preoccupazioni: focalizzandosi sulle responsabilità domestiche delle donne, perpetua stereotipi nocivi e limita le possibilità di crescita e sviluppo per il genere femminile.

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L’idea che le donne debbano essere le uniche responsabili del nutrimento del focolare è un concetto superato, ma sembra esistere ancora chi si aggrappa a questa visione. Da parte delle consigliere elette, c’è un forte dissenso nei confronti di una direzione che, pur proclamandosi a favore delle pari opportunità, si allontana sempre più dagli obiettivi di reale emancipazione femminile.

Queste iniziative rischiano di vanificare i progressi verso la parità di genere, rinforzando ruoli tradizionali ormai obsoleti. È necessario che la Commissione Pari Opportunità adotti proposte più inclusive e innovative, capaci di valorizzare le donne come esseri umani con pari dignità e diritti rispetto agli uomini. Purtroppo, negli ultimi cinque anni, non si è mai creato uno spazio di dibattito su temi realmente pertinenti alle pari opportunità; al contrario, si sono verificate situazioni di denigrazione nei confronti delle donne da parte di chi dovrebbe fungere da mentore.

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L’atteggiamento delle consigliere, che hanno deciso di non partecipare più alle convocazioni, è il risultato di numerose sollecitazioni inascoltate. La Commissione, per sua stessa natura, dovrebbe fungere da catalizzatore per un cambiamento profondo, proponendo politiche coraggiose e innovative. Il suo compito è quello di superare pregiudizi e barriere, creando condizioni affinché le donne possano raggiungere una piena autonomia sociale ed economica.

Tuttavia, molte delle iniziative attualmente in corso non sembrano allinearsi con questa missione. La lotta per l’emancipazione femminile non può ridursi a eventi che rafforzano stereotipi o a iniziative che, pur con buone intenzioni, mettono in discussione il percorso di difesa dei diritti e della dignità delle donne. La parità è un impegno costante che richiede azioni concrete, non un tema da trattare con superficialità o ridurre a una giornata simbolica.

Si invita a una riflessione profonda sul ruolo e sulle responsabilità della Commissione. È tempo di abbandonare approcci che, anche involontariamente, danneggiano la causa della parità. È necessario un cambio di rotta, a favore di azioni che promuovano istruzione, autonomia economica, partecipazione politica e tutela della salute, nonché un contrasto efficace alla violenza di genere in tutte le sue forme.

La Commissione Pari Opportunità deve diventare un faro di progresso, un punto di riferimento per tutte le donne che lottano quotidianamente per i propri diritti. L’emancipazione femminile è una conquista di civiltà che riguarda tutta la società: finché si insegnerà alle giovani donne a “fare il covatello”, ci sarà sempre un uomo da chiamare quando il piatto è pronto.