Turismo

Aeroporto di Crotone, continuità territoriale a rischio: lo scalo jonico è una infrastruttura strategica nazionale. Appello al Presidente Occhiuto affinché la Regione assuma un ruolo decisivo

CROTONE, 14 gennaio 2026 — La scadenza del contratto di servizio in continuità territoriale sulla rotta Crotone–Roma, attualmente gestita da SkyAlps, prevista per il 31 ottobre 2026, riaccende l’allarme sul futuro dell’aeroporto “Pitagora” e sul diritto alla mobilità della fascia ionica calabrese. Senza un intervento del Governo nazionale o il coinvolgimento attivo della Regione Calabria, il rischio paventato dal Comitato Cittadino per l’Aeroporto di Crotone è quello di un nuovo isolamento infrastrutturale per un’area vasta del Paese.

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Il Comitato torna a sollecitare il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a esercitare un ruolo centrale nelle trattative con Roma, sollecitando il rifinanziamento della continuità territoriale o la sua proroga sul breve periodo. Secondo gli attivisti, lo scalo non può essere considerato un “terzo incomodo” rispetto agli aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria: al contrario, può diventare un’infrastruttura strategica in grado di servire non solo la provincia di Crotone ma anche l’Alto Jonio cosentino, territori da anni penalizzati da carenze nei collegamenti stradali e ferroviari.

I numeri citati dal Comitato rafforzano la tesi: nel 2025 lo scalo ha registrato circa 350.000 passeggeri, segnale di una domanda stabile e in crescita. Un dato che rende ancor più evidente l’isolamento della costa jonica, con Lamezia distante oltre 100 chilometri e difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

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Per il Comitato, la continuità territoriale non è una concessione bensì uno strumento dello Stato per garantire diritti costituzionalmente tutelati. L’eventuale interruzione del servizio comporterebbe costi e tempi sproporzionati per i residenti, con ricadute su sanità, istruzione, lavoro e sviluppo turistico.

Sulla copertura finanziaria per il periodo successivo al 2026, il Comitato denuncia l’assenza di garanzie: l’investimento stimato per mantenere il servizio è di circa 15 milioni di euro per un triennio, cifra che viene ritenuta sostenibile rispetto ai costi sociali ed economici dell’isolamento.

Il Comitato chiede dunque a Occhiuto di:

  • assumere un’iniziativa politica forte e immediata verso il Governo, rappresentando la funzione sociale dello scalo per la fascia jonica;
  • promuovere, anche con strumenti straordinari, la proroga della continuità territoriale sulla rotta Crotone–Roma;
  • sollecitare un rifinanziamento strutturale inserendo lo scalo in una visione di sviluppo e coesione regionale.

“Il tempo delle dichiarazioni di principio è terminato”, afferma il Comitato: serve un intervento deciso della Regione per evitare responsabilità chiare e inequivocabili da parte di chi governa, con conseguenze rilevanti per l’equità territoriale e la competitività del sistema Calabria.