Al via il laboratorio teatrale della Casa Circondariale di Castrovillari

A cura dell’Associazione Culturale Aprustum

Castrovillari – È stato presentato presso la Casa Circondariale di Castrovillari il laboratorio teatrale “Senza telefono – storie teatrali prive di tecnologie” che partirà il prossimo 24 febbraio e vedrà protagonisti una determinata categoria di detenuti: i sex offenders. Fortemente voluto dal Dirigente della struttura Giuseppe Carrà, il laboratorio curato dall’associazione culturale Aprustum, si colloca nel solco già tracciato dai tanti progetti finalizzati negli anni, atti alla rieducazione e al reintegro dei detenuti. “Abbiamo scelto una drammaturgia con un grande assente, ovvero il telefono e, più in generale, di qualunque altra tecnologia che sta al vertice della nostra società – ha spiegato il dott. Carrà – proveremo a capovolgere tutto e a mettere al vertice della piramide l’uomo con i suoi problemi, le sue paure, le sue difficoltà, con lo scopo di raccontare a chi resta fuori dal sistema carcerario come si debba trasformare la detenzione in una proficua rielaborazione del vissuto. Il progetto mira ad un’indagine psicologica, all’io, che parte dalla presa di coscienza del comportamento violento e del danno inflitto alle vittime, per arrivare ad un duplice obiettivo. Quello terapeutico – pedagogico che permette il libero flusso di emozioni e sentimenti rimossi e repressi dalla contenzione carceraria e il secondo che deve spingere alla cooperazione, alla solidarietà, allo scambio con gli altri uscendo dalla fase della mimetizzazione, dell’auto isolamento”.“Aprustum ritorna dopo 15 anni a lavorare con i detenuti, ci sono tutte le componenti e le attenzioni per potere fare un percorso e un laboratorio di grande interesse – ha sottolineato il regista Casimiro Gatto – L’idea di fondo è la comunicazione nell’era d’internet, in un mondo dove tutti siamo connessi, loro vivono in isolamento. Andremo a indagare in questa direzione confrontandoci con loro, attraverso il training iniziale e il feedback, li coinvolgeremo e mediante il loro ascolto cercheremo di sviluppare e creare un gruppo con un linguaggio comune”. “Senza telefono – storie teatrali prive di tecnologie”, patrocinato dalla Fondazione Carical, è concepito come un work in progress che vedrà la partecipazione attiva, oltre alla compagnia Aprustum, del personale della polizia penitenziaria e del comandante Pietro Davide Romano, del personale dell’area educativa diretto dai dott.ri Loredana Amodeo e Luigi Bloise, nonché dello psicologo e dello psichiatra intramurari dott. Massimo Niutta e dott. Luigi Petrone. In conclusione il dott. Niutta ha sottolineato come questo tipo di progetto va inteso come un’opera di ricostruzione, attraverso l’arte teatrale e le emozioni, il relazionarsi con persone esterne che non hanno paura di loro, tende alla ricostruzione, al recupero dell’autostima dei soggetti coinvolti.

DOMENICO DONATO

Ufficio stampa Aprustum

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