Sport

Cariati, staffetta di pace tra Sibari e Crotone: uno studente russo e uno ucraino tedofori per i “Giochi della Pace e dello Sviluppo”

Due antiche rivali della Magna Grecia unite da un messaggio di fraternità. L’evento, promosso dalle scuole e dalle istituzioni locali, ha visto centinaia di studenti protagonisti di una giornata dedicata allo sport come veicolo di dialogo e integrazione.

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CARIATI – Un ponte ideale tra Sibari e Crotone, lì dove la storia narra di antiche battaglie, è stato costruito oggi nel nome della pace e dello sport. Ha preso il via questa mattina a Cariati la prima giornata de “I Giochi della Pace e dello Sviluppo”, un grande evento di educazione motoria e sportiva che ha unito centinaia di studenti provenienti dalle province di Cosenza e Crotone.

Il momento più denso di significato è stata la “Staffetta della Vittoria della Pace e dello Sviluppo”. Due delegazioni di studenti sono partite simultaneamente dalle aree archeologiche delle due antiche polis, un tempo nemiche, per incontrarsi a Cariati. A rendere il gesto ancora più potente è stata la scelta dei tedofori: un ragazzo russo e un ragazzo ucraino hanno portato insieme la fiaccola, trasformandosi in messaggeri di un futuro di riconciliazione possibile. Un’immagine concreta e commovente che ha testimoniato come lo sport possa superare i conflitti che oggi dividono i loro popoli.

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L’arrivo della fiaccola presso la Chiesa Cristo Re ha segnato l’inizio della cerimonia ufficiale. Alla presenza delle autorità civili, religiose e militari, è stato acceso il braciere olimpico, seguito dall’Inno Nazionale e dai giuramenti solenni dell’atleta e del giudice.

La giornata è proseguita con il convegno “La Pace e il bene comune per una giustizia sociale”, moderato da Santino Mariano, Coordinatore Regionale EMFS dell’USR Calabria. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Cariati, Cataldo Minò, e degli altri rappresentanti dei comuni coinvolti, gli interventi hanno sottolineato il ruolo cruciale della scuola e della comunità nella costruzione di una società più giusta.

“La pace è una scelta precisa e consapevole che nasce dal cuore”, ha ricordato don Giuseppe Straface, vicario generale dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, evidenziando come essa non sia solo assenza di guerra, ma una condizione interiore da coltivare quotidianamente. Un concetto ripreso da Malena Giusppe, Presidente della Consulta degli studenti di Crotone, che ha ribadito come la scuola debba essere “il primo luogo di educazione al rispetto e alla convivenza civile”.

L’evento, inserito nel progetto “Cariati Città della Vittoria” a supporto dei Nuovi Giochi della Gioventù, ha dimostrato come la Calabria, spesso descritta come una terra di divisioni, possa invece proporsi come un laboratorio di dialogo e cooperazione, partendo proprio dalle nuove generazioni.

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