Ambiente

Bonifica di Crotone, Eni Sospende gli Scavi: “Trovati Rifiuti Radioattivi”. Ma è Scontro: “Un Pretesto per non Agire”

CROTONE – La comunicazione con cui Eni Rewind ha annunciato la sospensione delle attività di scavo per la bonifica del SIN di Crotone, nell’area della discarica fronte mare dell’ex Pertusola, è diventata il centro di un aspro scontro istituzionale. La causa ufficiale dello stop è il rinvenimento di materiale contenente TENORM (Materiali Radioattivi Naturali Tecnologicamente Avanzati), ma le amministrazioni locali denunciano un fatto di “estrema gravità”, liquidandolo non come un imprevisto tecnico, ma come l’ennesimo tentativo di sottrarsi a obblighi prescritti.

Pubblicità

Secondo le istituzioni coinvolte nel lungo e travagliato percorso della bonifica, la tesi di Eni non è nuova. La società sostiene da tempo che la messa in sicurezza della discarica “Farina Trappeto” sia irrealizzabile a causa della presunta assenza di discariche idonee, anche all’estero, per ospitare rifiuti TENORM contenenti amianto. Una posizione che ha sempre suscitato forti remore e che ora, con lo stop ai cantieri, torna prepotentemente d’attualità.

Il sospetto, neanche troppo velato, è che l’obiettivo finale sia evitare il costoso intervento di soil mixing previsto su 360.000 metri cubi di suoli, in favore della più economica “attenuazione naturale potenziata” (ENA), una tecnica che, si sottolinea, agirebbe sulla falda e non sui terreni fortemente inquinati.

Pubblicità

Le Alternative Impraticabili e i Vincoli Normativi

Allo stato attuale, non sembrano esistere alternative praticabili sul territorio. I rifiuti, infatti, non possono essere conferiti nella discarica locale di Sovreco S.p.A., priva delle necessarie autorizzazioni. Allo stesso modo, è impossibile realizzare un impianto di scopo nel sito di Pertusola. A impedirlo è il “fattore di pressione discariche”, un indice che nell’area risulta già più del doppio rispetto ai limiti di legge, rendendo irrealizzabile la costruzione di una nuova discarica.

Le Richieste delle Istituzioni: Quattro Punti Fermi

Di fronte a quello che viene definito “l’ennesimo tentativo di arresto di un percorso che dura da oltre vent’anni”, le istituzioni hanno messo nero su bianco una posizione netta, articolata in quattro richieste fondamentali:

  1. Avvio immediato del soil mixing: Si chiede che Eni avvii subito i lavori di bonifica sui 360.000 mc di suoli dell’area “Pertusola”, senza attendere gli esiti di studi sull’ENA.
  2. Rifiuti fuori regione: Viene riaffermata la validità delle prescrizioni regionali (PAUR) che impongono il conferimento dei rifiuti al di fuori dei confini della Calabria.
  3. Verifica dello scouting estero: Si esige che le risultanze dello scouting condotto da Eni, relativo alla presunta assenza di impianti di smaltimento all’estero, siano sottoposte a un’attenta verifica da parte di tutti gli organi tecnici competenti.
  4. Obbligo di un nuovo impianto (fuori regione): Qualora, e solo qualora, venisse confermata l’impossibilità di smaltire i rifiuti all’estero, Eni Rewind o Edison dovranno farsi carico di reperire o costruire un nuovo impianto di confinamento al di fuori del territorio regionale.

Appello all’Unità e Richiesta di un Tavolo Ministeriale

“Parlare oggi di una ‘nuova scoperta’ equivale ad ammettere che le caratterizzazioni siano state eseguite in modo errato o incompleto, con conseguenze che ricadono ancora una volta sulla città di Crotone”, affermano le istituzioni. Per queste ragioni, è stata richiesta al Ministero dell’Ambiente la convocazione urgente di una conferenza dei servizi per porre il soggetto responsabile di fronte alle proprie responsabilità.

Infine, un appello alla cittadinanza: “Non è il tempo delle polemiche, ma della compattezza e della responsabilità collettiva. La bonifica non è una battaglia di parte, ma una questione che riguarda la salute, l’ambiente e il futuro dell’intera comunità”. Il messaggio è forte e chiaro: la bonifica del SIN di Crotone non può e non deve fermarsi di nuovo. Il territorio chiede rispetto, verità e, soprattutto, fatti concreti.