Maxi-sequestro a Crotone: sigilli a una villa da 240.000 euro di un noto pregiudicato
CROTONE – Un immobile di lusso del valore di circa 240.000 euro è stato sequestrato a un pregiudicato crotonese di 49 anni. L’operazione, eseguita oggi dal personale della Divisione Anticrimine, scaturisce da un provvedimento emesso dal Tribunale di Catanzaro, Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del Questore di Crotone, Renato Panvino, in applicazione del Codice Antimafia.
Il destinatario della misura è una figura già nota alle forze dell’ordine, con un lungo curriculum di precedenti penali che spaziano dal traffico di stupefacenti a violazioni della Sorveglianza Speciale, fino a false dichiarazioni in atto pubblico. Già sottoposto a sorveglianza speciale per tre anni nel 2012, l’uomo ha accumulato diverse condanne definitive, tra cui una a oltre quattro anni di reclusione per detenzione e spaccio di droga, emessa dalla Corte d’Appello di Firenze.
Le indagini patrimoniali, condotte dalla Divisione Anticrimine della Questura, sono state avviate a seguito della conclamata “pericolosità sociale” del soggetto, ulteriormente aggravata da procedimenti penali ancora in corso. Tra questi, spicca un’indagine coordinata dalla D.D.A. di Catanzaro che lo vede indagato per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di eroina, con l’accusa di aver gestito l’importazione della sostanza dall’Albania per poi distribuirla al dettaglio nel crotonese tra il 2014 e il 2018. Un altro procedimento è legato a un arresto in flagranza del febbraio 2022, quando nella sua abitazione furono rinvenuti 73 grammi di marijuana, materiale per il confezionamento e la somma di 26.700 euro in contanti.
L’analisi finanziaria svolta dagli investigatori ha fatto emergere una netta e ingiustificabile sproporzione tra i redditi dichiarati dal 49enne e dal suo nucleo familiare e il valore dei beni a loro riconducibili. Questo squilibrio ha portato il Tribunale a disporre il sequestro dell’immobile, un’abitazione di 10 vani per una superficie totale di 280 metri quadrati, formalmente intestata alla moglie convivente. Secondo i giudici, vi è la forte presunzione che la proprietà sia stata acquistata con i proventi delle attività illecite del pregiudicato.
Il decreto di sequestro è stato notificato agli interessati e trascritto presso la Conservatoria dei registri immobiliari, in attesa della successiva fase processuale che potrebbe portare alla confisca definitiva del bene. Si ricorda che, in virtù del principio di presunzione di innocenza, i procedimenti penali a carico dell’indagato sono ancora in corso.

