Le condizioni dei lavoratori Konecta prima delle ferie forzate ricordano la Palazzina LAF: simbolo di mobbing nel mondo del lavoro italiano
La Palazzina LAF rappresenta un episodio emblematico nella storia del lavoro in Italia, segnando uno dei più gravi casi di mobbing mai registrati. Nel 1997, a Taranto, all’interno dell’Ilva, questa struttura divenne il luogo di isolamento per quegli impiegati che osavano opporsi alla “novazione” del contratto, una manovra che li avrebbe declassati a operai.
Oggi, la Palazzina LAF continua a esistere e si trova a Crotone, dove si intreccia la storia degli impiegati della Konecta. Questa azienda, specializzata nella digitalizzazione delle cartelle cliniche, è emersa dalla necessità di integrare 700 dipendenti della Abramo Customer, la quale ha cessato le sue attività in modo definitivo.
Tuttavia, la giovane realtà lavorativa sembra essere afflitta da problemi di gestione, portando a un progressivo esaurimento del capitale iniziale. In un tentativo di arginare le perdite, si stanno creando tensioni e pressioni nei confronti dei dipendenti, come riportato dagli stessi lavoratori.
Le testimonianze parlano di giornate trascorse senza alcuna attività concreta, durante le quali i dipendenti si ritrovano a “ruotare il pollice” in attesa di istruzioni. Con l’arrivo dell’estate e l’assenza di aria condizionata, anche questo gesto diventa faticoso. Si sollevano dubbi riguardo a cartelle che, si sospetta, siano già state digitalizzate in passato. Inoltre, emergono segnalazioni di ferie forzate e altre forme di coercizione, delineando un quadro preoccupante per i lavoratori coinvolti.

