Salute

Sanità Crotone: caos terapie ABA, legali denunciano inerzia Asp e chiedono intervento politico

CROTONE – L’avvocato Salvatore Rocca, in qualità di legale dell’Associazione “Libera Mente – Autismo e Disabilità”, ha espresso piena e convinta adesione all’appello pubblico lanciato dai colleghi Fortunato Sgrò e Vanessa Calabrò. Al centro della denuncia vi è una lunga e dolorosa vicenda che, da anni, nega il diritto alla salute dei minori con disturbo dello spettro autistico nel crotonese, gravando pesantemente sulle loro famiglie.

Pubblicità

La questione, come emerge chiaramente dagli atti giudiziari, riguarda la sistematica mancata erogazione delle terapie ABA (Applied Behavior Analysis) da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale (Asp) di Crotone, nonostante le prescrizioni mediche provenissero dai suoi stessi specialisti. L’ente non solo non forniva le cure, ma nella maggior parte dei casi ometteva anche di rimborsare le spese che le famiglie erano costrette a sostenere, rivolgendosi a strutture private per garantire ai propri figli trattamenti essenziali.

Una Battaglia Legale Lunga Anni

Come spiegato dall’Avv. Fortunato Sgrò, che insieme alla collega Vanessa Calabrò assiste numerose famiglie, il contenzioso ha radici profonde. La battaglia legale è iniziata nel 2018 con una serie di ricorsi depositati presso la sezione Lavoro del Tribunale di Crotone. Sebbene i ricorsi siano stati accolti, le sentenze favorevoli non sono mai state attuate dall’Asp.

Pubblicità

Un successivo pronunciamento della Corte di Cassazione ha spostato la competenza ai giudici amministrativi, portando il contenzioso davanti al TAR Calabria, sede di Catanzaro. Anche in questa nuova sede, l’Asp ha mantenuto un atteggiamento di resistenza, evitando la presa in carico dei minori e causando ulteriori ritardi processuali e sofferenze.

La svolta è arrivata nell’agosto del 2025, quando il TAR Calabria ha finalmente accolto tutti i ricorsi pendenti, stabilendo due principi fondamentali:

  • Il risarcimento del danno per la mancata erogazione delle prestazioni sanitarie.
  • L’obbligo di presa in carico diretta o indiretta dei minori da parte dell’Asp.

Queste sentenze hanno messo in luce le enormi difficoltà e i costi esorbitanti che le famiglie hanno dovuto affrontare per accedere a terapie che, per legge, rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

La Difesa dell’Asp e la Risposta dei Giudici

In tutti i casi trattati, i minori avevano ricevuto una diagnosi chiara dall’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della stessa Asp di Crotone. Erano stati proprio i medici dell’azienda a prescrivere la riabilitazione con metodologia ABA come trattamento necessario. Ciononostante, le formali richieste inviate dalle famiglie, già a partire dal 2022, erano rimaste senza risposta.

In sede di giudizio, l’Asp ha tentato di giustificare la propria inerzia sostenendo l’incompletezza delle istanze o l’adeguatezza di metodologie alternative. Tali argomentazioni sono state respinte con fermezza dai giudici, i quali hanno ribadito che la terapia ABA è pienamente inclusa nei LEA e, soprattutto, era stata indicata come “proposta terapeutica” dalla stessa Azienda Sanitaria.

L’Appello alla Politica

«Di fronte a questo quadro – dichiara l’Avv. Salvatore Rocca – non possiamo restare in silenzio. Condividiamo integralmente l’appello dei colleghi Sgrò e Calabrò e chiediamo che la questione venga posta con forza all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica. Non è accettabile che, a fronte di sentenze definitive, si continui a registrare inerzia e immobilismo».

L’appello si rivolge direttamente alle istituzioni, a livello regionale e nazionale. «Chiediamo un intervento immediato e risolutivo – prosegue Rocca – affinché l’Asp dia piena e spontanea attuazione alle decisioni giudiziarie, evitando ulteriori contenziosi, spreco di risorse pubbliche e, soprattutto, ulteriori sofferenze ai bambini e alle loro famiglie. La tutela dei soggetti fragili non è una concessione, ma un dovere giuridico e morale».

Sulla stessa linea si pone la Presidente di “Libera Mente”, Elvira Scaccianoce, che assicura: “Continueremo a sostenere ogni iniziativa legale, istituzionale e civile volta a garantire diritti, cure e dignità, ribadendo che su questi temi non sono più ammissibili rinvii, silenzi o scarichi di responsabilità.”