Ambiente

Occhiuto firma con 30 associazioni: 3,2 milioni per il ripristino e la tutela degli habitat calabresi

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, è intervenuto, oggi, alla Cittadella regionale, alla firma delle convenzioni con trenta associazioni ambientaliste per la realizzazione di interventi di ripristino di habitat degradati e di valorizzazione degli ecosistemi naturali, per un investimento complessivo pari a 3,2 milioni di euro.

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Alla cerimonia, promossa dall’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, erano presenti anche il dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Salvatore Siviglia, e il dirigente del settore Parchi e aree naturali, Giovanni Aramini. Le convenzioni rappresentano l’esito del confronto avviato nei giorni scorsi con le associazioni ambientaliste.

Occhiuto ha definito l’iniziativa «non solo opportuna, ma necessaria», sottolineando il ruolo fondamentale delle realtà associative nella tutela del territorio e l’esigenza del pieno sostegno regionale. Ha ricordato che la Calabria ospita 74 dei 230 habitat naturali riconosciuti in Europa, «un patrimonio straordinario» che impone responsabilità istituzionali e investimenti strutturali per la tutela e la valorizzazione.

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L’accordo fa entrare nella fase operativa l’avviso pubblico «Conservare, ripristinare e tutelare gli habitat e le specie della Rete Natura 2000», con l’obiettivo di rafforzare l’azione della Regione in materia di biodiversità. Montuoro ha evidenziato come il coinvolgimento diretto delle associazioni, insieme agli Enti gestori delle aree protette, costituisca un elemento chiave per l’efficacia degli interventi.

Tra le priorità indicate dalla Regione vi sono la conservazione di habitat e specie di elevato valore naturalistico, il sostegno ai centri di recupero della fauna selvatica e il ripristino di ambienti terrestri e marino-costieri. I progetti prevedono, inoltre, interventi su aree umide a supporto dell’erpetofauna, azioni di controllo ed eradicazione di specie invasive di rilevanza unionale e la tutela degli ecosistemi di acque dolci e delle fasce ripariali.

Siviglia ha parlato di un’azione concreta per permettere al mondo associativo di offrire un contributo qualificato alla salvaguardia dei luoghi calabresi, con particolare attenzione al patrimonio faunistico e floristico. Ha richiamato anche la dotazione finanziaria messa a disposizione per favorire la partecipazione responsabile delle associazioni al progetto regionale.

Aramini ha descritto l’avvio di un «cantiere verde» che non usa cemento ma si fonda sull’impegno delle comunità e delle realtà associative presenti sul territorio. Ha citato interventi che spaziano dalla protezione delle dune costiere alla tutela della caretta caretta e alla salvaguardia della cicogna bianca, ormai nidificante nella Piana di Sibari.

L’iniziativa si inserisce in un quadro regionale ricco di risorse naturali: tre Parchi nazionali (Pollino, Sila e Aspromonte), l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, parchi naturali e riserve, oltre a 178 Zone Speciali di Conservazione e sei Zone di Protezione Speciale per l’avifauna, tutti elementi della Rete Natura 2000. La Regione conferma così la volontà di investire nella tutela ambientale come leva di sviluppo e qualità della vita.