Monterosso Calabro: ciclista disperso nei boschi salvato dai Vigili del Fuoco grazie alla geolocalizzazione
Nel primo pomeriggio di oggi, 30 giugno, intorno alle ore 13:30, una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Vibo Valentia è intervenuta nel comune di Monterosso Calabro, in località Movrella, per il soccorso di un ciclista disperso.
L’uomo, un 57enne, mentre percorreva un itinerario in mountan bike, è uscito dal tracciato ciclabile inoltrandosi nella fitta vegetazione. Dopo aver perso l’orientamento, ha richiesto aiuto contattando i soccorsi.
La Sala Operativa del Comando dei Vigili del Fuoco di Vibo Valentia ha immediatamente attivato le procedure di localizzazione, avvalendosi di personale specializzato in Topografia Applicata al Soccorso (TAS). Grazie alla geolocalizzazione del telefono cellulare in possesso del ciclista, è stato possibile individuare con precisione la sua posizione e indirizzare tempestivamente la squadra di soccorso sul luogo.
Il personale dei Vigili del Fuoco ha raggiunto l’uomo all’interno dell’area boschiva, lo ha recuperato e ricondotto in sicurezza sulla ciclabile.
L’intervento si è concluso con esito positivo grazie alla rapidità di coordinamento della Sala Operativa e alla professionalità del personale intervenuto, confermando ancora una volta l’importanza delle tecnologie di geolocalizzazione e delle competenze specialistiche nel soccorso in ambiente impervio.
I fattori chiave del successo dell’operazione
- La geolocalizzazione immediata: La capacità del ciclista di mantenere il contatto telefonico ha permesso alla Sala Operativa di sfruttare i dati GPS dello smartphone. Oggi, sistemi come il Location Based Services (LBS) o l’invio di coordinate tramite applicativi di messaggistica sono fondamentali per azzerare i tempi di ricerca visiva o sul campo.
- La specializzazione TAS (Topografia Applicata al Soccorso): Il personale TAS dei Vigili del Fuoco svolge un ruolo cruciale. Non si tratta solo di leggere una mappa, ma di incrociare i dati di geolocalizzazione con la cartografia digitale, analizzando l’orografia del terreno, la densità della vegetazione e le possibili vie di accesso (sentieri non tracciati, canali, creste) per guidare i soccorritori sul posto nel minor tempo possibile.
- La tempestività della chiamata: Il ciclista, accortosi di aver perso l’orientamento, ha evitato di addentrarsi ulteriormente o di attendere il tramonto (momento in cui le temperature scendono e la visibilità si azzera), facilitando notevolmente le operazioni di recupero avvenute in pieno giorno.
Consigli utili per gli amanti della mountain bike e del trekking
Episodi come questo ricordano quanto sia facile perdere l’orientamento, anche per sportivi esperti. Per ridurre i rischi, è sempre consigliabile seguire alcune buone norme prima e durante l’uscita:
- Condivisione dell’itinerario: Comunicare sempre a familiari o amici il percorso previsto e l’orario stimato di rientro.
- Gestione della batteria: Lo smartphone è il principale strumento di salvataggio. È consigliabile partire con la carica al 100% e, per i percorsi più lunghi, portare con sé un power bank.
- Applicazioni dedicate: Utilizzare app di tracciamento e navigazione offline (come Komoot, Wikiloc o Georesq, quest’ultima gestita dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) che consentono di conoscere la propria posizione anche in assenza di copertura dati di rete, sfruttando il solo segnale GPS.
- Equipaggiamento minimo di emergenza: Anche per uscite di poche ore, un piccolo kit di primo soccorso, una fischietto (per farsi sentire a distanza) e una mantellina termica occupano pochissimo spazio ma possono fare la differenza.





