Sanità, CNDDU su emergenza dialisi a Crotone: “Inaccettabile il blocco dell’impianto di osmosi. Il diritto alla salute non può dipendere dai tempi di un pezzo di ricambio”
CROTONE, 23 agosto 2026 – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) interviene con fermezza sulla grave situazione in cui versa il servizio di dialisi dell’ospedale di Crotone. Il protrarsi per settimane del malfunzionamento dell’impianto di osmosi, che ha costretto alla riduzione delle postazioni e alla riorganizzazione forzata dei trattamenti salvavita, non può più essere liquidato come un semplice “inconveniente tecnico”, ma solleva una precisa questione di responsabilità gestionale e istituzionale.
«Un guasto può essere imprevedibile, ma la sua mancata risoluzione per un periodo così lungo non lo è», dichiara il prof. Romano Pesavento, Presidente del CNDDU. «Quando è coinvolta una terapia salvavita, è inammissibile che le inefficienze amministrative e i ritardi nell’approvvigionamento dei ricambi ricadano interamente sulle spalle dei pazienti e del personale sanitario, costretto a turni e soluzioni organizzative d’emergenza per compensare le carenze del sistema».
Il contrasto con il piano “Dialisi Vacanze”
Il CNDDU evidenzia inoltre la forte incoerenza tra la gestione di questa emergenza e l’avvio del progetto “Dialisi Vacanze 2026”, promosso dall’ASP di Crotone per garantire la continuità assistenziale ai turisti durante la stagione estiva. Pur non mettendo in discussione il valore dell’iniziativa, il Coordinamento sottolinea come non sia credibile programmare un ampliamento dell’offerta sanitaria se, contemporaneamente, l’infrastruttura ordinaria destinata ai pazienti residenti versa in condizioni critiche da settimane. La qualità del servizio pubblico si misura sulla continuità e sulla gestione degli imprevisti, non sugli annunci.
La richiesta di trasparenza all’ASP
A fronte delle intenzioni manifestate dall’associazione Fintred di ricorrere alla magistratura, il CNDDU ribadisce che esiste una responsabilità pubblica che precede qualsiasi iter giudiziario.
Il Coordinamento chiede pertanto all’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone di fare immediata chiarezza, rendendo pubblici:
- Lo stato effettivo e aggiornato dell’impianto di osmosi;
- Le precise motivazioni tecniche e burocratiche che hanno impedito una risoluzione tempestiva del guasto;
- La data certa del completo ripristino del servizio;
- Le procedure d’urgenza previste per questo tipo di guasti e i motivi del loro mancato funzionamento.
Il richiamo alla Costituzione
In chiusura, il CNDDU richiama l’articolo 32 della Costituzione Italiana, ricordando che il diritto alla salute non è un concetto astratto né subordinato alla capacità di adattamento dei malati. Più il paziente è vulnerabile, più le istituzioni hanno il dovere di garantire servizi affidabili, continui e privi di improvvisazione organizzativa.
«Dietro un impianto che non funziona non c’è solo un problema tecnico, ci sono persone che non possono aspettare. Un diritto fondamentale non può dipendere dal tempo necessario per trovare un pezzo di ricambio», conclude il prof. Pesavento.






