San Giovanni in Fiore, l’opposizione sfida il sindaco barile: «pronti a votare il bilancio, ma sul dissesto faccia da solo»
SAN GIOVANNI IN FIORE – Lo scontro politico sui conti pubblici entra nel vivo. I dieci consiglieri comunali di opposizione, che sostenevano la candidatura a sindaco di Marco Ambrogio, si dicono pronti a votare il rendiconto della precedente amministrazione. Ma lanciano un avvertimento chiarissimo al neoeletto sindaco di centrodestra, Antonio Barile: se l’obiettivo è dichiarare il predissesto finanziario, dovrà assumersene la responsabilità politica e trovare i numeri da solo.
La mossa dell’opposizione punta a sbloccare la situazione di “anatra zoppa” in cui versa il Comune: Barile ha vinto il ballottaggio, ma la coalizione avversaria controlla la maggioranza dei seggi in Consiglio comunale.
Il bivio sui conti pubblici
Durante una conferenza stampa convocata mercoledì 25 agosto, Marco Ambrogio – intervenuto nella veste di ex assessore al Bilancio e portavoce della coalizione – ha scoperto le carte: «Se domani mattina il sindaco chiede di convocare il Consiglio per approvare il consuntivo così come lo abbiamo preparato, noi siamo pronti a votarlo».
Sulla mancata approvazione del rendiconto pende già un richiamo formale della Prefettura di Cosenza. L’opposizione offre una via d’uscita rapida, ma fissa un limite invalicabile: nessun sostegno a un piano di riequilibrio o al dissesto. «Se Barile vuole dichiarare il predissesto, se lo voterà da solo», ha scandito Ambrogio.
La battaglia dei numeri: «Nessun Comune travolto dai debiti»
La minoranza respinge con forza il quadro di “macerie finanziarie” dipinto dal sindaco durante l’evento pubblico “Giunta in piazza”. Secondo i dati presentati dall’opposizione:
- La precedente amministrazione aveva ereditato nel 2020 un debito di 9,6 milioni di euro (legato a vecchi dissesti, rifiuti e pendenze Sorical).
- La situazione è stata affrontata senza dichiarare il default, grazie a nuove entrate come la tassa di soggiorno, i proventi della discarica di Vetrano (2,5 milioni in due anni) e i controlli su assicurazioni e revisioni (con 800mila euro già incassati).
- L’attuale tensione di cassa (un’anticipazione di circa 7,8 milioni con la Bcc) sarebbe in gran parte compensata da circa 9 milioni di euro di crediti che il Comune deve riscuotere per opere pubbliche già anticipate.
Il caso dell’immobile del sindaco e lo scontro con i dirigenti
Il passaggio più duro della conferenza ha riguardato direttamente il sindaco Barile. L’opposizione ha denunciato il caso di un immobile di proprietà del primo cittadino che, classificato come “collabente” (rudere) dal 2012, avrebbe beneficiato di un’esenzione Imu non dovuta per una cifra stimata in oltre 70mila euro.
Sulla vicenda erano in corso accertamenti della Polizia locale e dell’Ufficio tecnico prima che esplodesse lo scontro pubblico tra il sindaco e il comandante dei vigili, Rosario Marano, a cui l’opposizione ha espresso piena solidarietà, criticando i metodi di “piazza” usati contro i dipendenti comunali.
Affidamenti e promesse elettorali
Nel mirino dei consiglieri sono finiti anche i primi atti della nuova giunta. Sono stati citati:
- Una determina di circa 10mila euro a favore di una ditta riconducibile a un cugino del sindaco.
- Incarichi tecnici per 95mila e 25mila euro a professionisti esterni.
Pur non contestando la professionalità dei soggetti coinvolti, l’opposizione ha evidenziato la contraddizione politica rispetto alla campagna elettorale di Barile, improntata alla critica feroce contro gli affidamenti esterni della passata gestione.
Opere incompiute e sanità
A due mesi dalle elezioni, l’opposizione lamenta l’assenza delle linee programmatiche di mandato e accusa la giunta di immobilismo su opere pubbliche chiave (come il lungolago di Lorica e l’asilo del Bacile) e sui servizi sociali, inclusi i ritardi nella stabilizzazione dei lavoratori ex Lsu/Lpu.
Sul fronte sanitario, Ambrogio ha chiesto di non abbassare la guardia sull’ospedale cittadino, ricordando i risultati ottenuti con i posti letto di Medicina e sollecitando l’arrivo del nuovo personale (circa 25 unità tra infermieri e OSS) previsto dai piani regionali.
L’appello finale: «Cambi marcia finché è in tempo»
La maggioranza consiliare tende la mano ma non concede sconti. La palla passa ora al sindaco Barile, chiamato a scegliere tra il confronto istituzionale o lo stallo politico. L’invito finale dell’opposizione è netto: «Cambi marcia, è ancora in tempo. Decida di collaborare e si faccia aiutare, altrimenti ne tragga le conseguenze».






