Blitz contro il traffico internazionale di droga: quattro arresti tra Calabria e Sicilia
Un’importante operazione antidroga condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha inferto un duro colpo a un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Nelle prime ore di oggi, tra la Calabria e la Sicilia, le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale reggino, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia (Dda).
La rete tra la Locride e il cuore dell’Europa Le indagini, condotte sul campo dai finanzieri del Gruppo di Locri sotto la costante direzione della Procura della Repubblica, hanno permesso di svelare l’esistenza di un sodalizio criminale estremamente strutturato. La base operativa del gruppo era radicata nella Locride, ma i suoi tentacoli si estendevano ben oltre i confini regionali e nazionali: l’organizzazione disponeva infatti di un canale di distribuzione stabile in Sicilia e di solidi collegamenti logistici e commerciali in Germania, Austria e Repubblica Ceca.
Chat criptate, auto con doppi fondi e bonifiche elettroniche A tradire i sodali sono state, in prima battuta, le tracce digitali. Gli inquirenti sono riusciti a penetrare i sistemi di comunicazione criptati utilizzati dagli indagati grazie a sofisticati strumenti di cooperazione giudiziaria internazionale. L’analisi dei messaggi ha svelato nei dettagli la pianificazione dei trasporti, le trattative tra fornitori e acquirenti e la gestione dei flussi finanziari.
Per muoversi sul territorio, l’organizzazione non lasciava nulla al caso. I viaggi venivano pianificati con cura scientifica: prima di ogni trasferta, i veicoli venivano bonificati con rilevatori elettronici per scongiurare la presenza di microspie o cimici delle forze dell’ordine. Lo stupefacente e il denaro contante viaggiavano a bordo di auto dotate di doppi fondi artificiali, guidate da corrieri “mercenari” e precedute da vetture staffetta per intercettare eventuali posti di blocco lungo le rotte europee.
Un fiume di cocaina e milioni di euro in contanti I numeri emersi dall’inchiesta delineano la portata del giro d’affari. Gli inquirenti stimano la movimentazione di circa 77 chilogrammi di droga, ripartiti tra 54 chili di cocaina e 23 di marijuana. Impressionante anche il volume di denaro contante tracciato: tra il luglio del 2020 e il marzo del 2021, l’organizzazione ha movimentato oltre 1,6 milioni di euro. Questa enorme liquidità veniva gestita attraverso canali finanziari paralleli e sotterranei, un sistema invisibile utilizzato sia per pagare i fornitori esteri sia per finanziare l’acquisto di nuove partite di droga e reinvestire i profitti illeciti.
Mentre i quattro destinatari della misura cautelare venivano condotti in carcere, i finanzieri hanno avviato una serie di perquisizioni a tappeto nelle abitazioni e nelle proprietà immobiliari riconducibili agli indagati, alla ricerca di ulteriori elementi di riscontro.
Come previsto dalle garanzie costituzionali, è opportuno ricordare che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità degli indagati sarà accertata in via definitiva solo a seguito di una sentenza irrevocabile di condanna.





