Ambiente

Alluvione in Calabria, il Consorzio di Bonifica in prima linea ma precisa: “la competenza sui fiumi non è nostra”

In seguito ai recenti e violenti eventi alluvionali che hanno messo in ginocchio diverse aree della Calabria, il Consorzio di Bonifica (CB Calabria) è intervenuto massicciamente sul territorio per mitigare i danni e assistere la popolazione. In una nota dettagliata, l’ente ha sottolineato il proprio impegno ininterrotto, pur chiarendo un punto fondamentale: la competenza sulla gestione di fiumi e torrenti, le cui esondazioni hanno causato gli allagamenti, non rientra nelle proprie mansioni dirette.

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Dopo oltre venti giorni di piogge intense che hanno saturato i terreni, l’eccezionale portata idrica dei fiumi ha causato la rottura degli argini in più punti, colpendo duramente le zone di Cassano allo Ionio, Corigliano-Rossano e Tarsia. Il Consorzio specifica che le proprie opere di scolo, sebbene “manutenute ed in perfetta efficienza”, non hanno potuto contenere l’enorme flusso d’acqua proveniente dai bacini fluviali, che si estendono per circa 2500 kmq.

Nonostante le competenze limitate al reticolo di scolo, CB Calabria si è mobilitato sin dalle prime ore, lavorando 24 ore su 24 in coordinamento con sindaci, Regione e Protezione Civile. Uomini e mezzi – tra cui escavatori, camion e trattori – sono stati impiegati in interventi spesso non convenzionali, come il ripristino di arginature, l’apertura di sbocchi a mare e persino l’aiuto diretto ai cittadini per liberare le case dall’acqua e dal fango. L’attivazione costante delle idrovore ha inoltre permesso di ridurre significativamente gli allagamenti in diverse aree.

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Un capitolo cruciale ha riguardato la gestione della Diga Traversa di Tarsia sul fiume Crati. L’opera, destinata esclusivamente all’uso irriguo, non è deputata al controllo delle piene. Tuttavia, su richiesta della Protezione Civile e dopo un confronto con Ministero e Prefettura, il Consorzio è intervenuto per modulare i volumi d’acqua. “Le paratoie non sono state chiuse completamente,” precisa l’ente, “ma movimentate per regolare e attenuare il flusso, nei limiti della quota massima autorizzata”. Questa operazione ha consentito di gestire un deflusso più graduale verso valle, considerando che il bacino ha dovuto smaltire portate eccezionali, con picchi registrati fino a 471 metri cubi al secondo.

Il risultato più importante, sottolinea il Consorzio, è che non si sono verificate perdite di vite umane. Un esito reso possibile, si legge nella nota, “grazie alla forte sinergia tra la Protezione Civile, il Consorzio di bonifica della Calabria ed ARPACAL, che hanno operato in modo coordinato e tempestivo”, monitorando l’evoluzione meteorologica e assumendo congiuntamente le decisioni operative necessarie per affrontare l’emergenza.