Far finta di..”. Non semplicemente un “saggio” teatrale. In scena al Teatro Comunale gli allievi della scuola di Teatro “Enzo Corea” sede di Pentone e Fossato Serralta

Una grande maturità personale, tradotta nella predisposizione espressiva nell’affrontare contenuti di non facile approccio quella dimostrata dalle allieve e dagli allievi della scuola di Teatro “Enzo Corea” sede di Pentone e Fossato Serralta che domenica scorsa hanno messo in scena al Teatro Comunale di Catanzaro, diretto da Francesco Passafaro, lo spettacolo finale dell’anno accademico 2021/22 dal titolo “Far finta di..”. Non semplicemente un “saggio” teatrale, ma una occasione – che arriva dopo mesi di studio di testi complessi -per aprire una riflessione profonda sul momento difficile che stiamo attraversando. Dopo i due anni trascorsi lontano dalle attività culturali, rinchiusi in un isolamento prospettato come salvifico ma che comunque ha finito per chiuderci in noi stessi e nelle paure di essere noi stessi, con gli altri, la guerra nel cuore dell’Europa scolora le certezze di una quotidianità che non si può più dare per scontata. Da un momento all’altro, può cambiare tutto e sicuramente sta succedendo mentre lontano da qui, mentre noi prendiamo un caffè in un altrove lontano la realtà si sgretola per lasciare spazio al buio. Lo racconta il telegiornale di TeleBombaNetwork, canale unico della Tv di uno Stato che non conosce altra normalità della guerra, dove si sussegue il grottesco evolversi della situazione militare che diventa spettacolo oltre il dramma;  oppure un moderno Peter Pan inseguito dall’incubo delle esplosioni che distruggono gli affetti di un’isola che non c’è, che gli allievi mettono in scena con prontezza e preparazione.

L’organizzazione è stata di “Edizione Straordinaria”, la direzione artistica di Salvatore Emilio Corea e di Claudia Olivadese, la regia di Pasquale Rogato che anche il responsabile dei corsi e dei laboratori delle due sedi di Pentone e Fossato.

“Mi è piaciuto lo spettacolo – afferma soddisfatto e orgoglioso Rogato-. I ragazzi sono stati in gamba nonostante l’età e la difficoltà nell’interpretare testi che non erano semplici come si può pensare. E’ stata quindi una prova molto dura, ma è stato bello vedere la loro gestione sul palcoscenico, sapevano cosa dovevano fare, la loro autonomia. Sembravano davvero una compagnia rodata”. Rogato ha anche invitato i rappresentanti delle amministrazioni comunali presenti ad essere orgogliosi dei loro piccoli concittadini che hanno saputo reinterpretare e fare propri con grande sensibilità temi di grande spessore dimostrando una notevole capacità di analisi e coscienza civile.

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