Ambiente

“Liberiamo insieme il mare”: la sfida nazionale di Ambiente Mare Italia parte dalla Calabria per proteggere il Mediterraneo

Il Museo del Mare Pelagos di Le Castella ha ospitato la presentazione ufficiale di “Liberiamo insieme il mare – Proteggere il Mediterraneo, custodire il futuro!”, un ambizioso progetto lanciato da Ambiente Mare Italia (AMI) con il supporto dei fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese. Questo programma va oltre una semplice pulizia delle coste e dei fondali: integra interventi ambientali, ricerca scientifica, educazione civica e coinvolgimento comunitario. La Calabria, con il suo ruolo di apripista, si propone come laboratorio nazionale per la tutela del mare, dimostrando che il Mezzogiorno può diventare un modello di cooperazione tra istituzioni, associazioni e cittadini.

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Il Mediterraneo, pur rappresentando meno dell’1% delle acque globali, ospita una biodiversità tra le più elevate al mondo, rendendolo estremamente fragile. Ogni anno, tonnellate di rifiuti si accumulano su coste e fondali, con reti da pesca abbandonate che causano il devastante fenomeno del ghost fishing. Le microplastiche entrano nella catena alimentare, mentre praterie di Posidonia oceanica e habitat coralligeni subiscono danni irreversibili. Questa emergenza ambientale è anche economica, culturale e sanitaria, influenzando pesca, turismo e salute pubblica.

Il progetto “Liberiamo insieme il mare” mira a trasformare la tutela ambientale in un’azione sistemica e replicabile. Il Museo Pelagos diventa il centro di coordinamento per monitoraggi e pulizie, coinvolgendo subacquei esperti e diving locali. Le prime aree di intervento includono l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto e altre località calabresi. Gli interventi mirano a rimuovere reti fantasma e proteggere habitat sensibili.

Alessandro Botti, presidente di AMI, ha sottolineato il valore strategico della scelta calabrese, evidenziando come la regione sia stata protagonista durante la Settimana Verde AMI 2025 con oltre 150 eventi. Ha dichiarato: «Il nostro mare è fragile e segnato dalle attività umane. La tutela deve diventare una responsabilità condivisa tra istituzioni, cittadini e operatori del mare».

Un pilastro del progetto è il coinvolgimento delle nuove generazioni. Ogni intervento diventa un’esperienza formativa per gli studenti, che vengono accompagnati sulle spiagge per osservare direttamente gli effetti dell’inquinamento. Botti ha spiegato: «Solo vedendo l’impatto dei rifiuti sugli ecosistemi, la sensibilità ambientale si trasforma in comportamento quotidiano».

Il progetto riconosce la pesca artigianale come alleata della conservazione, con il recupero delle reti fantasma che diventa un investimento per turismo ed economia blu.

Presenti all’evento anche l’onorevole Sergio Ferrari e il sindaco di Isola di Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga, che hanno ribadito l’importanza di una cooperazione istituzionale per promuovere una nuova coscienza ambientale.

“Liberiamo insieme il mare” si articola in quattro fasi principali: formazione e divulgazione, monitoraggio e mappatura, interventi concreti e analisi finale. Ogni gesto conta: proteggere il mare oggi significa salvare biodiversità, economia e futuro. Prossimo appuntamento: la Settimana Verde AMI dal 10 al 22 aprile, con il motto “Sorridi al Pianeta, sorridi al futuro”.

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