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La Trappola Invisibile degli Algoritmi dei Social Network: Minori e Politici sono i soggetti più a Rischio

Gli algoritmi dei social media non sono semplici strumenti di raccomandazione, ma veri e propri architetti della dipendenza. Progettati per massimizzare il tempo di permanenza, sfruttano i meccanismi biologici del cervello adolescente, trasformando la ricerca di approvazione in un ciclo compulsivo difficile da interrompere.

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Il Meccanismo della Dipendenza Biochimica

I social media manipolano la dopamina: ogni “mi piace” o notifica genera un picco di dopamina che i giovani, a causa della loro immaturità neurobiologica, non riescono a regolare. Questo meccanismo è simile a quello delle sostanze stupefacenti. Fino ai 16 anni, il cervello è molto plastico, ma il sistema di autocontrollo è ancora in sviluppo. Gli algoritmi “sequestrano” le aree cerebrali della gratificazione, portando i giovani a cercare stimoli digitali, diventando irritabili senza smartphone.

L’Architettura della Prigione Digitale

Le piattaforme catturano e controllano l’attenzione attraverso scelte progettuali come lo scorrimento infinito e le notifiche continue, creando un flusso infinito di contenuti personalizzati. Queste scelte aumentano il tempo di permanenza e la difficoltà a smettere di usare i social, un rischio noto per i minori.

Dal Controllo della Dopamina all’Alterazione Cognitiva

La dipendenza dai social ha conseguenze neurologiche: riduce l’attività nelle aree dedicate alla memoria e alla concentrazione. Gli studenti faticano a seguire le lezioni perché il loro cervello è abituato a ricompense rapide. Uno studio su 8.119 adolescenti ha mostrato che l’uso compulsivo dei social può portare a deficit di attenzione, disturbi del sonno e sintomi depressivi.

La Spirale della Salute Mentale

Gli algoritmi creano dipendenza biochimica, con gravi conseguenze psicologiche. L’uso dei social precede e favorisce sintomi depressivi. L’uso problematico è associato a depressione, problemi di attenzione e comportamenti oppositivi. I giovani sostituiscono le interazioni reali con quelle virtuali, sviluppando ansia sociale e isolamento. Il cyberbullismo aggrava questi danni, fino all’ideazione suicidaria.

La Differenza Cruciale: Non è Solo Questione di Tempo

Non è la durata del tempo davanti allo schermo a essere allarmante, ma la qualità dell’uso. L’utilizzo problematico, caratterizzato da perdita di controllo, genera conseguenze serie. Gli algoritmi dei social sono ottimizzati per la dipendenza, mentre i videogiochi, sebbene coinvolgenti, non hanno lo stesso livello di personalizzazione predatoria.

Verso una Consapevolezza Globale

La preoccupazione per la salute mentale ha spinto diversi paesi a interventi legislativi, come in Francia, dove si vieta l’accesso ai social ai minori di 15 anni. Tuttavia, è fondamentale educare le famiglie a un corretto approccio al digitale.

Politici Dipendenti dai Social

Anche i politici sono soggetti alla dipendenza da social, utilizzandoli per propaganda e ricevendo approvazione attraverso i “mi piace”. Questo può portare a una percezione distorta della realtà e a un aumento dell’arroganza intellettuale.

Il Problema della “Bolla di Amplificazione”

Non è un fenomeno limitato all’adolescenza. Anche i politici — possono cadere nelle stesse dinamiche di gratificazione e rinforzo. Per i leader pubblici, l’algoritmo produce inoltre una “bolla di amplificazione”: contenuti molto apprezzati ottengono visibilità soprattutto tra chi già concorda, generando una percezione distorta del consenso reale. Il feedback continuo di like e condivisioni può incentivare narrazioni semplificate, rinforzare arroganza e narcisismo, e compromettere la qualità del confronto pubblico e delle decisioni istituzionali. Tutto ciò, non può sfociare nella cattiva gestione della cosa pubblica sovvertendo le aspettative di coloro che “hanno votato” questi “presunti supereoi”, con gravi danni per lo sviluppo di Popolazioni e Territori.

Di fronte a questi rischi, alcuni Paesi hanno adottato misure legislative e si dibatte sulla necessità di limiti d’età, trasparenza degli algoritmi e obblighi di responsabilità per le piattaforme. Gli esperti sottolineano però che interventi normativi da soli non bastano: serve educazione digitale per famiglie e scuole e strumenti pratici per un uso consapevole, oltre a requisiti di trasparenza che consentano di comprendere e monitorare le logiche di progettazione.

Il problema, in sintesi, non è il digitale in sé, ma quel digitale intenzionalmente progettato per controllare i circuiti di gratificazione umana. Se le istituzioni intendono intervenire efficacemente, occorre che comprendano e riconoscano anche la vulnerabilità dei propri rappresentanti agli stessi meccanismi che si propongono di regolamentare.

Gli algoritmi creano bolle di feedback, amplificando i contenuti che ricevono engagement. Per i politici, questo può distorcere la realtà, dove la visibilità online non riflette necessariamente il consenso reale.

Il Ruolo della Responsabilità Politica

È necessaria trasparenza negli algoritmi e responsabilità delle piattaforme. Tuttavia, manca consapevolezza tra i politici stessi su come vengono influenzati dagli strumenti che regolano.

Una Considerazione Critica

Quando i meccanismi di dopamina e approvazione digitale operano su figure decisionali, il rischio è collettivo. Una narrazione distorta amplificata dai politici può danneggiare il dibattito pubblico e le scelte di governo.

Il Direttore

Piero De Santo

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