Il 3 agosto all’Anfiteatro Comunale di San Basile “Aprustum” presenta “So’ muorto e m’hanno fatto turnà a nascere” di Antonio Petito.

Esilarante farsa filosofica sull’avidità umana diretta da Casimiro Gatto.

Dopo il successo della prima al Protoconvento di Castrovillari, sarà l’anfiteatro comunale di San Basile ad accogliere il muovo spettacolo di Aprustum “So’ muorto e m’hanno fatto turnà a nascere”, per la regia di Casimiro Gatto. Una collaborazione culturale che va avanti da molti anni, quella fra il Comune di San Basile e l’associazione teatrale castrovillarese e che si rinnova mercoledì 3 agosto alle 21. Aprustum, che vanta oltre 25 anni di attività, dopo aver messo in scena alcune delle opere più belle e importanti della tradizione drammaturgica napoletana, opere di Eduardo Scarpetta, di Eduardo e Peppino De Filippo e di Raffaele Viviani, per la prima volta affronta un’opera di Antonio Petito, il più grande e famoso Pulcinella nell’Ottocento. Antonio Petito, detto Totonno ‘o pazzo, ereditò la maschera di Pulcinella dal padre Salvatore, che gliela cedette durante una rappresentazione al San Carlino e la liberò dalle rigidezze di un modello stilizzato rendendola più duttile e capace di raffigurare i caratteri più vari. Sebbene fosse semianalfabeta e incapace di scrivere correttamente in italiano, Petito fu autore di canovacci e commedie, che poi faceva rivedere e correggere da altri. Dimenticato come autore dopo la sua morte, fu riscoperto da Viviani che nel 1941 mise in scena ‘So’ muorto e m’hanno fatto turna’ a nascere’ con il titolo ‘Siamo tutti fratelli’. Nella messinscena di Aprustum il Pulcinella petitiano è trasformato in un moderno Pascariello, calato in un’esilarante e cruda satira sull’ambizione esagerata del denaro e sul potere della furbizia che prevale sull’ignoranza più vistosa. Il tema affrontato è quello alto e filosofico della metempsicosi, ovvero la teoria della reincarnazione dell’anima che dopo la morte passa di continuo da un corpo all’altro. Gli sgangherati personaggi della vicenda coi loro imbrogli, la loro bieca avidità, la loro ipocrisia creano intorno a Pascariello un clima d’inganno, di terrore superstizioso, di violenza morale. Così Lucantonio Lacertone, medico e filosofo, vuole appropriarsi di un’eredità della quale dovrebbe beneficiare il suo pupillo Petruccio. Egli è assecondato dall’usuraia Marianna, dal protettore di costei, il guappo Coladomenico Poininfaccia, e dalla figlia della stessa Marianna, Teresina che, con la sua anima candida e verginale, contribuisce, più degli altri, all’inganno di far credere a Pascariello che le anime trasmigrano in altri corpi e che l’uomo morendo rinasca e sia quindi immortale. Sulla scena ci saranno Nunzia Aieta, Fedele Battipede, Francesca Bonifati, Ivan Donadio, Domenico Donato, Luana Fazio, Vincenzo Forte, Luigi Grisolia, Gabriele Pacenza, Mariella Pudia, Antonio Pulice, Luigi Pulice, Katia Sartore e Giuseppe Rino Tamburi. Andrea Magnelli curerà le scene.

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