Terrore nella movida: arrestato un trentenne cosentino per gli spari in discoteca il 28 Giugno a Sangineto
Il fragore metallico dei proiettili ha squarciato la notte, trasformando il battito dei bassi in un incubo di piombo e urla. Sangineto, perla del Tirreno cosentino, si è risvegliata bruscamente dal sogno dell’estate. Quella che doveva essere la spensierata festa d’inaugurazione della stagione balneare si è tramutata, in una manciata di secondi, in una drammatica scena del crimine. Due ragazzi feriti, la folla in preda al panico e, oggi, una svolta investigativa decisiva: i Carabinieri hanno stretto le manette ai polsi di un trentenne di Cosenza, ritenuto il presunto pistolero della notte del 28 giugno.
Caos sulla pista da ballo: la notte degli spari
Era buio pesto fuori, ma dentro le luci stroboscopiche dettavano il ritmo. All’improvviso, il panico. Intorno alle prime ore del mattino di quel drammatico 28 giugno, la musica si è spenta di colpo, sostituita dal rumore secco e inconfondibile di un’arma da fuoco. Nella calca, la fuga è stata immediata e caotica. Centinaia di giovani si sono riversati verso le uscite, calpestandosi a vicenda nel disperato tentativo di trovare un riparo.
A terra, feriti agli arti inferiori dai proiettili vaganti, sono rimasti due giovani cosentini. Soccorsi d’urgenza dal personale del 118, le loro condizioni sono apparse subito serie ma, fortunatamente, non tali da metterne in pericolo la vita. Sul posto, sotto i lampeggianti blu che tagliavano la nebbia dell’alba, i militari dell’Arma hanno avviato i primi rilievi tra bossoli e bicchieri infranti.
Caccia all’uomo: la svolta nelle indagini e l’arresto di oggi
Le indagini, coordinate con tempestività dalla Procura della Repubblica di Paola, si sono mosse su un terreno scivoloso, minato da timori e comprensibili reticenze da parte dei presenti. Le prime testimonianze parlavano di un uomo parzialmente travisato, forse incappucciato, piombato nel locale come un fulmine a ciel sereno. Un’azione fulminea, mirata. Una vera e propria spedizione punitiva o, forse, un regolamento di conti consumato tra la folla.
La svolta è arrivata incrociando i racconti dei testimoni con i fotogrammi registrati dalle telecamere di videosorveglianza della zona. I Carabinieri della Compagnia di Scalea hanno così chiuso il cerchio attorno a un trentenne di Cosenza, bloccato e arrestato nella giornata di oggi. Nei suoi confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Contestualmente, i militari hanno rinvenuto e sequestrato una pistola, ora sottoposta a rigorosi accertamenti balistici per verificare la compatibilità con i bossoli repertati nel locale quella notte di fine giugno.
Mentre l’indagato attende l’interrogatorio di garanzia dietro le sbarre, gli inquirenti continuano a scavare per fare piena luce sul movente. Cosa ha scatenato una simile violenza? Un banale diverbio degenerato o ruggini più profonde nate lontano dai locali della costa? Le risposte arriveranno nei prossimi giorni, ma intanto l’arresto odierno chiude il cerchio su un episodio che ha riacceso violentemente i riflettori sulla sicurezza nei luoghi della movida estiva, lasciando una ferita profonda in una comunità che chiede solo di poter vivere le proprie serate in pace.





