PoliticaSalute

Tragedia a Longobucco: Muore per un Malore, l’Ambulanza C’era ma Solo sulla Carta. Baldino (M5S) all’Attacco

Un operaio di 64 anni è deceduto durante il disperato trasporto in auto privata verso l’ospedale. La deputata interroga il Governo e il Prefetto: “Una convenzione per il 118 firmata a settembre non è mai diventata operativa. Si faccia chiarezza su responsabilità e ritardi.”

Pubblicità

ROMA – La morte di Antonio “Tonino” Sommario, operaio forestale di 64 anni deceduto per un malore nella sua abitazione di Longobucco, non può essere considerata una semplice fatalità. Dietro la tragedia, avvenuta la sera del 14 gennaio, si cela un grave “corto circuito istituzionale”: un servizio di ambulanza 118, previsto da una convenzione ufficiale, ma di fatto mai entrato in funzione. A denunciare l’accaduto è la deputata del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute e inviato una nota formale alla Prefetta di Cosenza per fare luce sulla vicenda.

“A Longobucco il servizio di emergenza-urgenza 118 era formalmente previsto, disciplinato da una convenzione sottoscritta tra l’ASP di Cosenza e un’Organizzazione di Volontariato, ma non è mai diventata operativa”, ha dichiarato la parlamentare. Questo vuoto ha costretto i familiari di Sommario, dopo il malore, a caricarlo su un’auto privata per tentare di raggiungere l’ospedale di Rossano, a circa 40 chilometri di distanza. Un viaggio della speranza durante il quale il cuore dell’uomo ha cessato di battere.

Pubblicità

La convenzione, spiega Baldino, definiva il servizio 118 come “pubblico, essenziale e non interrompibile, con copertura H24”. Tuttavia, l’attivazione del punto di stazionamento era legata a una serie di adempimenti burocratici mai completati. “Il nodo non riguarda l’associazione di volontariato, che non può operare senza il completamento dell’iter previsto, e che risulterebbe aver acquistato una nuova ambulanza per erogare il servizio”, precisa la deputata, “ma il mancato coordinamento e la mancata tempestività delle amministrazioni coinvolte”.

L’episodio mette a nudo la drammatica distanza tra gli annunci delle istituzioni e la realtà quotidiana dei cittadini, specialmente nelle aree interne. “Quando i servizi vengono annunciati o formalmente istituiti, ma non resi concretamente operativi, il rischio è che la narrazione istituzionale finisca per nascondere fragilità che emergono poi nei momenti più drammatici”, sottolinea Baldino.

Nell’interrogazione parlamentare, la deputata chiede di identificare con precisione gli uffici responsabili del rilascio dei pareri igienico-sanitari e di sicurezza e, soprattutto, di spiegare perché, a mesi dalla firma della convenzione (avvenuta il 12 settembre scorso), il servizio non fosse ancora attivo.

Parallelamente, con la nota inviata al Prefetto di Cosenza, Vittoria Baldino ha sollecitato l’attivazione dei poteri di vigilanza e coordinamento per “accertare se vi siano state omissioni, ritardi o inerzie amministrative che abbiano di fatto lasciato un’intera comunità priva di un servizio di emergenza vitale”.

La conclusione della parlamentare è un monito severo: “Nelle aree interne l’assenza o il ritardo di un’ambulanza non è una variabile neutra: è una questione di vita o di morte. Per questo serve chiarezza e definire le responsabilità, ma soprattutto serve che il servizio di 118 a Longobucco sia reso immediatamente operativo. Lo Stato non può arretrare proprio dove la fragilità è maggiore”.