Cronaca

Viadotto Ortiano, giustizia e isolamento: Longobucco si costituisce parte civile

Il Comune della Sila Greca ammesso al procedimento penale per il crollo del 3 maggio 2023. Dodici gli imputati, mentre la comunità attende ancora la riapertura della Sila-Mare, prevista ora per l’estate 2026.

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LONGUBUCCO (CS) – Un passo deciso per difendere l’interesse di un’intera comunità ferita. Il Comune di Longobucco è stato ufficialmente ammesso come parte civile nel procedimento penale per il crollo del viadotto Ortiano II, l’infrastruttura strategica sulla SS 177 collassata il 3 maggio 2023. A rappresentare l’ente in questa complessa battaglia legale sarà l’avvocato Aldo Zagarese.

La vicenda giudiziaria ha preso il via giovedì 15 gennaio presso il Tribunale Penale di Castrovillari, con l’inizio dell’udienza preliminare presieduta dal giudice Luca Fragolino. Sul banco degli imputati siedono dodici persone, tra cui membri della commissione di gara, progettisti e dirigenti di Anas S.p.A., delineando un quadro di presunte responsabilità ampio e articolato.

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Secondo l’impianto accusatorio della Procura, il cedimento del viadotto sarebbe stato causato da una grave mancanza strutturale: l’assenza di micropali sotto i plinti di fondazione. Questa carenza avrebbe innescato fenomeni di scalzamento, portando inevitabilmente al collasso. Un quadro aggravato dalla mancata esecuzione di un intervento di manutenzione considerato urgente, nonostante il rischio idraulico nell’area fosse noto.

La vicenda era stata commentata duramente anche dalla deputata M5S Vittoria Baldino, che aveva sottolineato come il ponte, costato circa 100 milioni di euro e frutto di cinquant’anni di lavori, fosse crollato “sotto una pioggia che non si può definire eccezionale”, evidenziando gravi lacune gestionali.

Durante la prima udienza, la Procura ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli imputati. La discussione tra le parti proseguirà nella prossima seduta, già fissata per il 5 febbraio, quando la parola passerà ai legali della difesa, tra cui figurano gli avvocati Nicola Carratelli e Michele Donadio.

Mentre la giustizia fa il suo corso, la comunità di Longobucco vive un’incertezza che dura da quasi tre anni. I tempi per la riapertura della Sila-Mare, arteria vitale per l’economia, il turismo e i servizi dell’intera area, continuano a slittare. Durante un recente incontro in Prefettura a Cosenza, ANAS ha comunicato che i lavori dovrebbero concludersi entro l’estate del 2026, posticipando la precedente scadenza fissata per settembre 2025. Un ritardo che prolunga un isolamento pesante, con gravi ripercussioni anche sulla gestione delle emergenze sanitarie, e che alimenta la richiesta di risposte rapide e definitive.