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Violenza su un arbitro, l’AIA ferma la Terza Categoria: “Stanchi di questo scempio”

arbitriREGGIO CALABRIA – L’Associazione Italiana Arbitri della Calabria dice basta. Con un gesto forte e senza precedenti, i Presidenti delle Sezioni e del Comitato Regionale hanno annunciato la sospensione di tutte le designazioni arbitrali per il campionato di Terza Categoria nel fine settimana del 7 e 8 marzo. La decisione, drastica ma necessaria, arriva in risposta all’ennesimo, inaccettabile episodio di violenza che ha visto come vittima un giovane direttore di gara.

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La goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta lo scorso 4 marzo, durante l’incontro del girone G di Terza Categoria tra Sporting Ceramida e ASD Sinopolese. La partita è culminata in una vile aggressione ai danni dell’arbitro, un evento che, come sottolinea l’AIA, “colpisce non solo il singolo, ma l’intero movimento calcistico regionale”.

In una nota congiunta, i vertici arbitrali calabresi esprimono “profonda amarezza e stanchezza per il ripetersi di tali ignobili comportamenti, che nulla hanno a che vedere con i valori di lealtà, rispetto e fair play che il calcio dovrebbe rappresentare”. Questo grido d’allarme non è nuovo: già il 14 febbraio, insieme a LND, Associazione Calciatori e Associazione Allenatori, l’AIA aveva diffuso un comunicato per condannare la deriva violenta sui campi. Evidentemente, non è bastato.

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La scelta di fermare specificamente la Terza Categoria non è casuale. “Purtroppo,” spiegano i presidenti, “è spesso in questo contesto che si registrano con maggiore frequenza episodi di violenza o comportamenti gravemente antisportivi”. Lo stop forzato vuole essere un “segnale concreto e forte”, un atto di responsabilità volto a scuotere le coscienze e avviare una riflessione seria sullo stato di salute del calcio dilettantistico.

“Questa iniziativa”, prosegue la nota, “vuole essere un gesto di sensibilizzazione rivolto a tutto il movimento, affinché venga ribadito con chiarezza che la violenza non può trovare alcuna giustificazione né spazio nei nostri campi di gioco”. L’obiettivo è chiaro: tutelare chi scende in campo per far rispettare le regole e restituire al calcio un clima di civiltà e sicurezza.

Il messaggio finale è un appello accorato a tutte le componenti del mondo del pallone: “La tutela dell’incolumità degli arbitri, dei calciatori, degli allenatori e di tutti i protagonisti del calcio deve rappresentare una priorità assoluta. La violenza non appartiene al nostro sport. Il calcio deve tornare ad essere luogo di passione, rispetto e crescita per tutti”.

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