Politica

Scontro Istituzionale in Calabria: Bloccata la Richiesta di Referendum sullo Statuto. L’Opposizione: “Atto di Arroganza, Impedito ai Cittadini di Scegliere”

La tensione politica in Calabria raggiunge il culmine con uno scontro frontale sulle riforme istituzionali. La richiesta di referendum popolare sulla modifica dello Statuto regionale, presentata formalmente ieri pomeriggio dai gruppi di minoranza, è stata bloccata dagli uffici del Segretariato generale del Consiglio regionale. La decisione, motivata da ragioni tecniche, ha scatenato l’immediata reazione delle opposizioni, che denunciano un “atto di arroganza politica” e un tentativo di “silenziare la voce dei cittadini”.

Pubblicità
Pubblicità

Ieri, i consiglieri regionali Ernesto Alecci, Rosellina Madeo, Giuseppe Falcomatà, Giuseppe Ranuccio (Pd), Enzo Bruno (Tridico Presidente), Elisabetta Barbuto (Movimento 5 Stelle) e Francesco De Cicco (Democratici Progressisti) si sono presentati presso gli uffici del segretario generale, Tommaso Calabrò, per depositare l’istanza. L’obiettivo era attivare la procedura prevista dall’articolo 123 della Costituzione, che consente a un quinto dei consiglieri di sottoporre a consultazione popolare le modifiche statutarie.

Tuttavia, dopo una serie di verifiche, il verbale del Segretariato ha decretato che l’iter “non può essere avviato”. Un blocco procedurale che l’opposizione interpreta come una chiara manovra politica per impedire ai calabresi di esprimersi. “Viene meno la possibilità per i cittadini di intervenire direttamente su scelte che incidono sull’assetto e sul funzionamento della Regione,” hanno dichiarato i sette consiglieri, sottolineando come un diritto costituzionale sia stato di fatto annullato da una norma regionale.

Pubblicità

Particolarmente dura la reazione di Elisabetta Barbuto del Movimento 5 Stelle. “Quanto accaduto rappresenta una pagina buia per la democrazia della nostra regione,” ha affermato. “Lo Statuto è la ‘Costituzione’ di tutti i calabresi, non un regolamento di condominio ad uso e consumo di chi governa pro tempore. Modificarlo a colpi di maggioranza, senza permettere un passaggio referendario, dimostra una preoccupante chiusura del Palazzo. Di cosa ha paura il centrodestra? Perché teme il giudizio dei cittadini?”

Secondo la consigliera, trincerarsi dietro tecnicismi è “il segno evidente di una politica che ha perso il contatto con la realtà”.

La battaglia, ora, si sposta fuori dalle aule istituzionali. L’opposizione ha già annunciato una mobilitazione popolare e la presentazione, nei prossimi giorni, di una proposta di legge di iniziativa popolare. L’obiettivo dichiarato è uno solo: “garantire che su scelte così rilevanti sia il popolo calabrese ad avere l’ultima parola”.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità