Il riscatto di Reggio brilla in Vaticano: legalità, memoria e il cuore grande dello Stretto
C’è una Calabria che non si arrende, che non fa rumore se non attraverso il peso specifico delle proprie azioni, e che infine trova il giusto tributo sul palcoscenico più solenne. Roma, Città del Vaticano. Sotto le volte storiche della Santa Sede, la comunità di Reggio Calabria si è presa la scena durante la cerimonia di chiusura dell’anno istituzionale dell’Istituto Nazionale Azzurro (I.N.A.), l’autorevole sodalizio fondato e guidato dal Cav. Dott. Lorenzo Festicini. Un evento di rara solennità, impreziosito dalla presenza del Generale di Corpo d’Armata Fernando Paglialunga in veste di ospite d’onore.
A consegnare i riconoscimenti, in un ideale passaggio di consegne tra la terra e il cielo, sono stati lo stesso Presidente Festicini e Sua Eminenza il Cardinale Angelo Bagnasco.
I premiati? Frammenti di una Reggio straordinaria.
Spicca, su tutti, il nome del Dott. Giuseppe Lombardo. Il Procuratore della Repubblica, reggino nel midollo, è stato insignito del premio “per l’instancabile impegno giudiziario e la profonda rettitudine morale”. Lombardo, magistrato di frontiera, incarna quella giustizia che si fa carne e scudo quotidiano, un baluardo indispensabile per la libertà di un territorio troppo spesso soffocato.
Ma la legalità cammina di pari passo con l’umanità. Quella stessa umanità che il Dott. Annunziato Squillaci, stimato medico reggino, porta ogni giorno tra gli ultimi della terra. Premiato “per aver posto la propria professionalità al servizio dei più fragili”, Squillaci rappresenta il volto di una Calabria solidale, capace di curare le ferite del corpo e dello spirito laddove il bisogno si fa più estremo.
La memoria, poi, ha bagnato di commozione gli occhi dei presenti. Due i tributi alla memoria che hanno scosso la platea:
- Bruno Ielo: L’onestà pagata con il prezzo più alto, quello della vita. Un uomo giusto, un commerciante che non si è piegato. Il premio è stato ritirato dalla figlia Daniela, custode di un sacrificio che rimane un faro acceso nella nebbia dell’indifferenza.
- Mons. Paolo Giunta: Storica e indimenticata guida spirituale dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova. Nelle mani del nipote Franco è passata la testimonianza di una vita spesa per la carità e la saggezza pastorale.
E se la memoria traccia la via, il futuro ha il volto pulito della giovanissima ginnasta Caterina Fotia. Il suo premio racconta di sacrifici, volteggi, sudore e di quel sorriso pulito che solo lo sport sano sa regalare ai nostri giovani.
La serata ha visto inoltre sfilare eccellenze e altissime cariche dello Stato e delle Forze Armate, figure che condividono con i premiati reggini lo stesso identico DNA di dedizione e servizio:
- Il Generale S.A. Antonio Conserva, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana, premiato per la sua visione strategica e la tutela della sicurezza globale.
- Il Tenente Colonnello C.S.A. r.n. Giovanni Ferrante, Ufficiale Medico dell’Esercito, per il suo straordinario e delicatissimo supporto scientifico e umano ai bambini malati.
- Il Maggiore Lorenzo Anelli, anch’egli Ufficiale Medico dell’Esercito, esempio di rigore militare applicato alla salvaguardia della vita umana.
- L’agente della Polizia di Stato Alessandro Calista, per il diuturno e silenzioso sacrificio a difesa della sicurezza pubblica.
Un ponte invisibile, ma solidissimo, si è teso così tra i vertici istituzionali della nazione e il cuore pulsante di Reggio Calabria. Una terra che, quando decide di brillare, lo fa con la luce accecante dei suoi figli migliori.





