Blitz interforze nel Crotonese: pugno di ferro contro l’illegalità tra Petilia Policastro e Cotronei
Una mobilitazione massiccia. Di quelle che lasciano il segno sul territorio e ridefiniscono i confini della legalità percepita. Sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine sono finite le cittadine di Petilia Policastro e Cotronei, teatro di un’operazione interforze ad altissimo impatto. L’input, scaturito dalle direttive del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica guidato dal Prefetto Franca Ferraro, si è tradotto in un’ordinanza blindata del Questore di Crotone, Renato Panvino. Da lì, il via libera a un dispositivo di controllo straordinario, coordinato sul campo da un funzionario della Polizia di Stato, che ha visto operare fianco a fianco agenti della Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e ispettori dell’ASP. Un setaccio a maglie strettissime.
I risultati? Drastici.
Il focus della Divisione Polizia Amministrativa si è concentrato inizialmente su due attività commerciali. Nel primo caso, un locale ibrido — somministrazione di alimenti, rivendita di monopoli, esercizio di vicinato e sala giochi — è stato letteralmente sigillato. Sporcizia e anarchia burocratica: le carenze igienico-sanitarie e strutturali riscontrate erano così gravi da spingere l’ASP a decretare la sospensione definitiva dell’attività. Come se non bastasse, l’intero business veniva gestito nel caos più totale, privo di qualsiasi autorizzazione o SCIA. Il risultato immediato è una maxisanzione da oltre 10.000 euro, a cui seguirà la definitiva chiusura firmata dal Sindaco. Scenario non troppo diverso per un secondo locale, adibito a bar e rivendita di giornali: saracinesche abbassate d’autorità fino al ripristino dei requisiti minimi di igiene. Qui, il Servizio Veterinario ha anche sequestrato 8 chili di carne e uova di cui era impossibile ricostruire la provenienza. Cibo fantasma, potenzialmente pericoloso per i clienti.
Ma l’offensiva non si è fermata al settore della ristorazione.
La Polizia Stradale ha infatti puntato i fari sul mercato della compravendita di auto online, scovando due rivenditori completamente fuori regola. Il primo operava in modo del tutto abusivo (multa da oltre 5.100 euro); il secondo, pur avendo avviato la pratica, non disponeva dell’autorimessa obbligatoria per il deposito dei mezzi né del registro di carico e scarico per l’usato. Altre sanzioni, altra illegalità emersa dal sottobosco economico. Parallelamente, la Capitaneria di Porto ha setacciato la filiera ittica, multando per 2.000 euro un ristorante che serviva pesce non tracciato: 12,5 chili di pescato misterioso sono finiti sotto sequestro.
Mentre le attività commerciali venivano passate al setaccio, le strade si sono riempite di posti di blocco. Reparto Prevenzione Crimine, Carabinieri e Fiamme Gialle hanno presidiato le arterie principali, identificando centinaia di automobilisti. In questo contesto, le Volanti hanno anche denunciato a piede libero due persone: una per il furto di una bicicletta e l’altra per minaccia grave e porto abusivo di armi e oggetti atti a offendere.
I numeri complessivi tracciano il bilancio di una giornata campale:
- 576 persone identificate (di cui ben 126 già note agli archivi di polizia);
- 362 veicoli controllati nel corso di 29 posti di blocco;
- 12 attività commerciali ispezionate;
- 11 controlli a soggetti sottoposti a misure limitative della libertà;
- 6 sanzioni amministrative per un bottino totale di circa 23.000 euro;
- 20,5 kg di alimenti sequestrati (tra carne, uova e pesce).
Questa operazione non rappresenta un intervento isolato, bensì un tassello di una strategia molto più ampia e strutturata, volta a ripulire il tessuto economico locale dalle infiltrazioni irregolari. L’obiettivo è duplice: tutelare la salute pubblica e, al contempo, proteggere tutti quegli imprenditori onesti che subiscono la concorrenza sleale di chi opera nell’ombra e fuori dalle regole. Lo Stato c’è, presidia il territorio e, quando serve, colpisce duro.





