Premio “Catanzaro Nostra”, un riconoscimento per i “custodi” della bellezza e dell’identità cittadina
La terza edizione dell’evento promosso da Italia Nostra si terrà sabato 21 marzo. L’obiettivo è celebrare cittadini, associazioni e istituzioni che si battono per la tutela del patrimonio storico, artistico e ambientale.
CATANZARO – C’è chi lotta per un palazzo antico, chi protegge un angolo di paesaggio dall’incuria, chi dedica il proprio tempo a custodire la memoria culturale della città. A queste storie di impegno civile è dedicato il Premio “Catanzaro Nostra”, promosso dalla sezione locale di Italia Nostra e giunto alla sua terza edizione.
La cerimonia di premiazione si terrà sabato 21 marzo alle 17.30 nella Sala delle Conferenze del Consorzio di Bonifica della Calabria, in via Cesare Gironda Veraldi. L’evento, patrocinato gratuitamente dallo stesso Consorzio, è diventato un appuntamento chiave per dare un volto e un nome a chi, spesso lontano dai riflettori, contribuisce attivamente alla difesa dei beni comuni.
L’iniziativa si ispira ai principi dell’articolo 9 della Costituzione, che affida alla Repubblica la tutela del patrimonio storico e paesaggistico. L’obiettivo è mettere in luce le esperienze positive di chi, con passione e competenza, rafforza l’identità di Catanzaro, dimostrando come la partecipazione civica sia una leva fondamentale per la crescita della comunità.
A selezionare i vincitori è la giuria composta dal Consiglio direttivo di Italia Nostra – sezione di Catanzaro, guidata dalla presidente Elena Bova. «La cura e la difesa dei nostri luoghi sono fondamentali per costruire l’identità di una città e rafforzare quelle virtù pubbliche senza le quali non può esserci progresso», spiega la presidente. «Accanto alla nostra associazione operano tante donne e uomini che, nei diversi ambiti della società civile, contribuiscono ogni giorno a rendere più forte e consapevole la comunità».
Il premio è dedicato proprio a loro: un modo per riconoscere che la tutela della bellezza e della storia non è solo una responsabilità istituzionale, ma un impegno condiviso che arricchisce l’intera collettività.




