Cultura

Cittanova non dimentica: 39 anni fa l’omicidio del Vice Brigadiere Rosario Iozia

CITTANOVA (RC) – Una comunità si è stretta questa mattina nel ricordo e nella commemorazione. A 39 anni esatti dalla sua morte, Cittanova ha reso omaggio alla memoria del Vice Brigadiere Rosario Iozia, Medaglia d’Argento al Valor Militare, ucciso in un agguato il 10 aprile 1987 in località Petrara.

Pubblicità

La cerimonia ha visto la partecipazione dei familiari del militare, del Generale di Divisione Riccardo Sciuto, Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, e delle massime autorità civili e militari del territorio. Presenti anche le rappresentanze dell’Arma e dell’Associazione Nazionale Carabinieri, a testimonianza di un legame mai spezzato.

Il primo momento di raccoglimento si è tenuto presso il cippo commemorativo eretto sul luogo dell’omicidio. Qui, sono state deposte una corona d’alloro e un cuscino di fiori da parte della sezione di Taurianova dell’A.N.C., in un silenzio carico di commozione. Successivamente, la Chiesa Matrice ha ospitato la Santa Messa, officiata dal Vescovo della Diocesi Oppido Mamertina – Palmi, Mons. Giuseppe Alberti, e dal Cappellano militare Don Aldo Ripepi.

Pubblicità

La folta presenza di autorità, studenti e cittadini ha sottolineato la volontà collettiva di non dimenticare il sacrificio di chi, come Iozia, ha dato la vita per la difesa dello Stato e delle sue istituzioni.

Una vita per lo Stato, un sacrificio eroico

Rosario Iozia, nonostante la giovane età, si era distinto fin da subito per le sue eccezionali qualità professionali e umane. Giunto alla Stazione di San Giorgio Morgeto nel giugno 1985, a soli venticinque anni era diventato Comandante della Squadriglia di Cittanova. Il suo operato, descritto come imparziale, retto e caratterizzato da un profondo spirito di sacrificio, gli era già valso una menzione ufficiale per un’operazione che portò all’arresto di due malviventi e al sequestro di quasi due chilogrammi di marijuana.

Il suo contributo fu decisivo anche nel contrastare il sequestro di Angela Mittica di Oppido Mamertina, impedendo la fuga dei rapitori e portando alla liberazione della giovane.

La sera del 10 aprile 1987, libero dal servizio, il Vice Brigadiere stava percorrendo la strada provinciale verso Polistena. In località Petrara, la sua profonda conoscenza del territorio gli fece notare un movimento sospetto: alcuni individui armati di fucili a canne mozze attraversavano un uliveto. Senza esitazione, fermò la sua auto e, impugnata la pistola d’ordinanza, si lanciò all’inseguimento.

Dopo essersi qualificato e aver intimato l’alt, i malviventi risposero aprendo il fuoco. Colpito da due scariche di lupara, Iozia riuscì a sparare un solo colpo prima di cadere a terra, vittima di un’azione vile e sproporzionata. Per questo atto di estremo coraggio, gli è stata conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità