Cronaca

Codice Rosso, la stretta dei carabinieri: quattro misure in 48 ore nella piana di gioia tauro

Un’azione rapida e incisiva, concentrata in appena due giorni, ha visto i Carabinieri della Piana di Gioia Tauro eseguire quattro distinti provvedimenti legati al “Codice Rosso”, la normativa a tutela delle vittime di violenza di genere e domestica. Gli interventi, coordinati dalla Procura di Palmi, evidenziano l’efficacia di un sistema che unisce tecnologia e prontezza operativa per fermare la violenza.

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San Ferdinando: il gps tradisce lo stalker A San Ferdinando, i militari hanno arrestato un uomo che aveva più volte violato il divieto di avvicinamento alla sua vittima. Nonostante le prescrizioni, si era presentato vicino al mercato rionale e al luogo di lavoro della donna. A tradirlo è stato il dispositivo anti-stalking che la vittima portava con sé. L’uomo aveva tentato di rendersi irreperibile, evitando di ricaricare il proprio braccialetto elettronico, ma il sistema di monitoraggio ha ugualmente registrato le sue violazioni. La segnalazione ha permesso ai Carabinieri di intervenire e alla Procura di ottenere un aggravamento della misura, trasformandola in arresti domiciliari.

Gioia Tauro, Rosarno e Melicucco: un’ondata di interventi L’operazione è proseguita con un arresto a Gioia Tauro, dove un altro uomo è finito ai domiciliari con braccialetto elettronico per aver infranto le distanze imposte a protezione delle sue vittime.

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A Rosarno, invece, è scattato un divieto di avvicinamento per un uomo accusato di perseguitare l’ex moglie con pedinamenti, minacce sui social network e messaggi ossessivi.

Il quadro più grave è emerso a Melicucco. Qui, un uomo è stato allontanato dalla famiglia e collocato in una comunità terapeutica. Secondo le accuse, avrebbe sottoposto la moglie e i figli a continue vessazioni, tra cui percosse, minacce di morte e aggressioni, spesso aggravate dall’abuso di alcol e dall’uso di armi da taglio.

La strategia: tecnologia e prevenzione Tutte le operazioni sono state dirette dalla Procura della Repubblica di Palmi, guidata da Emanuele Crescenti, a riprova di un’attenzione costante sul fenomeno. La raffica di interventi in un tempo così limitato dimostra non solo la capacità di risposta dell’Arma, ma anche l’importanza di una strategia più ampia che affianca alla repressione una forte attività di sensibilizzazione, portata avanti anche nelle scuole per educare i giovani a riconoscere i segnali di una relazione tossica.

Si precisa che tutti i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vige la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

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