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Aggressione a una studentessa a Cosenza, il Coordinamento Docenti Diritti Umani lancia l’allarme: “La sicurezza fuori da scuola è un diritto”

Cosenza – Un grave episodio di violenza scuote la comunità scolastica di Cosenza. Una studentessa è stata aggredita all’uscita da scuola, in una zona centrale e frequentata da giovani. L’attacco, improvviso e immotivato, ha spinto il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) a intervenire con forza, definendo l’accaduto “un indicatore di una vulnerabilità sistemica che richiede risposte strutturate, tempestive e coordinate”.

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L’organizzazione, presieduta dal professor Romano Pesavento, sottolinea come la sicurezza degli studenti non possa fermarsi al cancello della scuola. “Il diritto all’integrità fisica e psicologica, così come quello a una mobilità sicura, sono presupposti imprescindibili per l’esercizio del diritto all’istruzione”, dichiara il CNDDU in una nota. L’area intorno agli istituti scolastici, percorsi inclusi, deve essere considerata parte integrante del sistema di protezione educativa.

L’episodio ha generato un prevedibile senso di insicurezza tra famiglie e studenti, minando il clima di serenità necessario per le attività didattiche. Secondo il Coordinamento, manifestazioni di violenza come questa richiamano l’urgenza di rafforzare le politiche di prevenzione, promuovendo una cultura del rispetto e della convivenza civile. “La scuola”, prosegue la nota, “ha un ruolo fondamentale nella formazione di cittadini consapevoli, attraverso percorsi di educazione ai diritti umani, alla legalità e alla gestione non violenta dei conflitti”.

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Per questo, il CNDDU invoca un intervento coordinato che metta insieme istituzioni scolastiche, enti locali, forze dell’ordine e servizi territoriali. L’obiettivo è garantire una sicurezza reale nelle aree più frequentate dagli studenti, anche con misure di sorveglianza e prevenzione. Altrettanto cruciale è assicurare alla studentessa aggredita un adeguato supporto psicologico, “affinché l’episodio non produca conseguenze durature”.

“Fatti come quello di Cosenza non possono essere normalizzati o derubricati a casi isolati”, conclude il professor Pesavento. “La tutela dei diritti si estende ai contesti urbani in cui gli studenti vivono. La sicurezza è la condizione preliminare per rendere effettivo il diritto all’istruzione. Serve un impegno istituzionale chiaro e continuativo per restituire fiducia alle famiglie e riaffermare il primato dei diritti umani, garantendo che ogni studente possa vivere il proprio percorso formativo in condizioni di sicurezza, dignità e piena libertà”

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