Passione Vivente, emozione collettiva: in due mesi l’intera comunità di Filadelfia costruisce un evento straordinario
Circa 100 i figuranti e gli organizzatori coinvolti, protagonisti di una rappresentazione che ha saputo emozionare grazie alla forza della semplicità e dell’autenticità. Non attori, ma cittadini che hanno scelto di mettersi in gioco, offrendo tempo ed energie per un progetto condiviso.
FILADELFIA (VV) – 3 APRILE 2026 – Una comunità intera che si unisce per dare vita a uno degli eventi più intensi e partecipati dell’anno. La Passione Vivente di Filadelfia si è trasformata in un autentico momento di fede, tradizione e identità collettiva, richiamando un pubblico numerosissimo che ha seguito ogni scena con profonda partecipazione.
L’evento, che ha visto il coinvolgimento di circa cento persone tra figuranti e organizzatori, ha emozionato per la sua semplicità e autenticità. A vestire i panni dei protagonisti non sono stati attori professionisti, ma cittadini comuni che hanno dedicato tempo ed energie a un progetto nato e cresciuto all’interno della comunità.
L’idea è nata a fine gennaio da un’intuizione del sacerdote don Rocco Suppa, che ha subito trovato il sostegno dell’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore Masino Diaco, e della Pro Loco, guidata dal presidente Gabriele Runca. Da quel primo incontro è partita una vera e propria corsa contro il tempo: in appena due mesi, un impegno corale e costante ha permesso di costruire una manifestazione curata in ogni dettaglio, capace di restituire al pubblico tutta l’intensità della Passione di Cristo.
«Desidero esprimere un ringraziamento sentito al Parroco, alla Pro Loco e a tutti i figuranti», ha dichiarato il sindaco Anna Bartucca, «per aver donato alla nostra comunità un momento di così alto valore spirituale e culturale. La straordinaria partecipazione testimonia quanto queste iniziative siano profondamente sentite. Essendo la prima edizione di questo nuovo corso, l’auspicio è che possa essere riproposta anche in futuro, continuando a rafforzare lo spirito religioso e il senso di comunità».
La rappresentazione è stata un potente veicolo di aggregazione, come sottolineato da don Rocco Suppa: «Oggi più che mai queste iniziative aiutano a fare comunione e a far nascere relazioni sane. In una società dove impera l’individualismo, momenti di fede, cultura e tradizione come questo fungono da medicina».
La Pro Loco ha avuto un ruolo chiave nel rilanciare questa tradizione dopo diversi anni, portandola a quella che è di fatto la sesta edizione di un percorso di crescita. «Negli anni», ha spiegato il presidente Gabriele Runca, «la messa in scena si è arricchita con dialoghi strutturati, scene curate e musiche coinvolgenti, elementi che hanno reso la rappresentazione ancora più suggestiva».
Il pubblico è stato guidato in un percorso emotivo e spirituale attraverso le scene chiave: dall’Ultima Cena all’agonia nel Getsemani, fino alla tensione del processo e alla toccante rappresentazione della Crocifissione. Significativa la scelta di ambientare le diverse scene in quattro chiese del paese, creando un percorso itinerante che ha valorizzato il patrimonio religioso locale e reso gli spettatori parte integrante della narrazione.
Ciò che ha reso davvero speciale questa edizione è stato il forte senso di unità. Un contributo fondamentale è arrivato dalla stilista Annalisa Caruso, che ha realizzato con maestria la maggior parte dei costumi, e da tutti coloro che hanno lavorato dietro le quinte: addetti al copione, narratori, scenografi e truccatori.
«Questa esperienza dimostra che quando istituzioni, associazioni e comunità religiosa lavorano insieme si possono raggiungere risultati straordinari», ha concluso il presidente Runca. «La Passione Vivente non è solo un atto di fede, ma una forma concreta di valorizzazione del nostro territorio. È questa la strada da seguire».
Un evento che si conferma non solo come una rappresentazione religiosa, ma come il simbolo di una comunità capace di costruire, unita, bellezza, emozione e memoria condivisa.




