Fondi all’Ospedale “Dulbecco”, scontro sindacale: «risorse sbilanciate, penalizzato il 95% dei dipendenti»
Le sigle Fials e Nursind chiedono un drastico taglio alla spesa per gli incarichi di funzione, accusando la dirigenza di comprimere gli stipendi a lungo termine e di minare l’equilibrio sociale dell’azienda.
CATANZARO, 26 MARZO 2026 – Tensione alta all’Azienda Ospedaliera Universitaria “R. Dulbecco” di Catanzaro sulla gestione dei fondi destinati al personale. Le sigle sindacali Fials e Nursind sono sul piede di guerra e chiedono un immediato ripensamento sulla distribuzione delle risorse, che a loro dire penalizzerebbe la quasi totalità dei lavoratori.
Nel mirino dei rappresentanti Dario Rizzo (Fials) e Nino Critelli (Nursind) è finita la delibera relativa agli incarichi di funzione, che prevede un onere economico complessivo di 940.000 euro. Una cifra destinata, secondo i sindacati, a soli 110 dipendenti, ovvero il 5% del totale.
«Il rispetto per tutti i lavoratori non può passare per dare risposte solamente a una piccola minoranza», affermano Rizzo e Critelli. «Una decisione di questa gravità significa depauperare, nel tempo, gli stipendi di circa 2.190 dipendenti, il 95% del personale, per oltre un decennio, considerando l’alta inflazione corrente». La durata degli incarichi, fissata a cinque anni e prorogabile per altri cinque, cristallizzerebbe infatti questa disparità per un lungo periodo.
Fials e Nursind definiscono la scelta “una palese ingiustizia”, avvertendo che, una volta applicata, rischia di compromettere seriamente “l’ambiente sociale e lavorativo di tutti i dipendenti dell’Azienda”.
La richiesta, inviata al commissario straordinario della “Dulbecco”, al commissario di Azienda Zero e al Dipartimento Sanità della Regione Calabria, è chiara: serve un “ridimensionamento corposo” della spesa prevista per gli incarichi. Lo scopo è duplice: salvaguardare i fondi destinati alle future progressioni economiche (Dep), per i quali sono stanziati 800.000 euro, e proteggere le indennità di qualificazione professionale.
L’appello finale è a un “ineludibile e ampio ripensamento”, per impedire che questa manovra possa avere “grosse ripercussioni economiche e criticità sul bilancio delle famiglie” della stragrande maggioranza dei lavoratori della “Dulbecco”.




