Sociale

Catanzaro Pride 2026: non una sfilata, ma un manifesto politico e culturale per i diritti civili

Pubblicità

Fino all’8 agosto, la Calabria si fa teatro di oltre venti appuntamenti tra dibattiti, performance e presidi territoriali. Il culmine? Un corteo da piazza Garibaldi all’area Teti, dove si accenderanno i riflettori su BigMama, Eman, Karma B, Priscilla Drag e una fitta rete di ospiti. Forte il sostegno di Palazzo De Nobili; strategica l’alleanza con il Roma Pride.

Pubblicità
Pubblicità

CATANZARO – 14 LUGLIO 2026 – Non chiamatela festa. O, almeno, non solo. La presentazione ufficiale del primo storico Catanzaro Pride, avvenuta stamane nella Sala Concerti di Palazzo De Nobili, ha chiarito subito la traiettoria: l’evento è una rivendicazione di spazio. Un atto politico, visivo, culturale. Un mese intero di incontri, dibattiti e spettacoli culminerà l’8 agosto in un corteo che promette di segnare un prima e un dopo nella storia dei diritti civili in Calabria.

Al tavolo dei relatori, a tessere le fila di un programma ambizioso, c’erano Giovanni Carpanzano (presidente di Arci Equa e portavoce del Pride), Rosario Bressi (Arci Calabria), il sindaco Nicola Fiorita, la vicesindaca Giusy Iemma, la consigliera delegata Daniela Palaia e l’assessora Irene Colosimo. In collegamento da Roma, ha voluto far sentire la propria voce anche Mario Colamarino, presidente del Circolo Mario Mieli e portavoce del Roma Pride.

Pubblicità

Corpi, voci e territori: la mappa del dissenso costruttivo

«Il Catanzaro Pride non è un evento simbolico né un appuntamento isolato: è un atto culturale e politico che rivendica spazio, visibilità e diritti», ha esordito con fermezza Giovanni Carpanzano. Il portavoce ha descritto un cartellone concepito per scardinare le dinamiche della marginalizzazione, restituendo centralità a corpi e identità troppo a lungo confinati nell’ombra. L’obiettivo dichiarato è la metamorfosi urbana: trasformare la città in un laboratorio di libera espressione. «Non si tratta solo di spettacolo. Vogliamo costruire comunità, generare consapevolezza e affermare che la diversità non è un’eccezione da tollerare con condiscendenza, ma un valore intrinseco da riconoscere e celebrare ogni giorno».

Il calendario è una fitta rete di eventi. Oltre venti appuntamenti che si dirameranno tra il capoluogo e la provincia. Una scelta strategica: il Pride deve respirare con il territorio, non può e non deve ridursi a una parata da guardare passivamente da un marciapiede.

Già dai prossimi giorni, i locali di Catanzaro e Catanzaro Lido si trasformeranno in spazi di discussione. Il fulcro teorico sarà rappresentato dai talk. Il 22 luglio quattro storie di persone LGBTQIA+ plus si intrecceranno in un racconto intimo e collettivo; il giorno successivo, il 23 luglio, si affronterà lo spinoso e cruciale nodo del rapporto tra fede e comunità queer, con un dialogo interreligioso inedito. Il 27 luglio e il 5 agosto, invece, i riflettori si sposteranno sulla disforia di genere. «Il Pride è una scelta politica. È l’occasione per gridare: “Io posso esserci così come sono”», ha ribadito Carpanzano.

L’unico Pride calabrese nell’Onda Nazionale: una sfida al conservatorismo

La collocazione geografica e politica di questa edizione non è neutra. Catanzaro ospiterà l’unico Pride calabrese inserito ufficialmente nell’Onda Pride nazionale. Un traguardo politico non banale. Rosario Bressi ha voluto sottolineare la complessità di questa sfida in un territorio storicamente etichettato come conservatore.

«Fare un Pride non significa organizzare una carnevalata», ha scandito Bressi con durezza. «L’omofobia è una realtà quotidiana. Gli episodi di discriminazione e violenza ci ricordano che la strada è ancora in salita. Il Pride è rivendicazione, anche provocatoria. La visibilità è, di per sé, un atto politico».

Il percorso, in realtà, è iniziato lo scorso 11 giugno. Da allora, un effetto domino ha toccato Castrovillari, Capo Vaticano e Lamezia Terme. Luoghi ordinari sono stati risignificati dalla presenza della comunità LGBTQIA+. «Vogliamo che quella che oggi appare come una conquista diventi, semplicemente, normalità», ha auspicato Bressi, accennando anche alle sponde politiche trovate lungo il cammino. Diverse forze politiche hanno infatti sottoscritto il manifesto dell’evento. C’è stato anche un incontro con l’assessora regionale Pasqualina Straface, che ha mostrato apertura per l’istituzione di un tavolo permanente contro le discriminazioni. Perché, come ricorda Bressi, «la discriminazione colpisce tutti, non solo una minoranza».

Le istituzioni si schierano: «La città è pronta»

Palazzo De Nobili ha scelto di non rimanere a guardare. Il sindaco Nicola Fiorita ha rivendicato con orgoglio il patrocinio e il sostegno dell’amministrazione comunale al Pride, definendolo uno strumento essenziale di sensibilizzazione. Fiorita ha confermato la sua presenza fisica al corteo dell’8 agosto: il Comune deve farsi garante di uno spazio pubblico che sia realmente sicuro e inclusivo.

Sulla stessa linea la vicesindaca Giusy Iemma, che ha posto l’accento sulla valenza pedagogica dell’iniziativa, capace di allargare gli orizzonti della cittadinanza. Per l’assessora all’Ambiente Irene Colosimo si tratta di «un passo storico» per cementare il patto di convivenza civile.

Daniela Palaia ha invece sgombrato il campo dalle esitazioni che spesso frenano la politica sui temi dei diritti: «Ci siamo chieste tante volte se fosse il momento giusto, se la città fosse pronta. La risposta è stata sì. La comunità ci chiede aiuto e risposte concrete. Questo è il futuro che vogliamo per Catanzaro».

Da Roma è giunto il forte incoraggiamento di Mario Colamarino: «Il Catanzaro Pride è un appuntamento storico per tutto il Mezzogiorno. Rivendicare diritti al Sud significa seminare libertà e futuro». Un’alleanza, quella con il Roma Pride, che si tradurrà anche nella presenza sul palco delle drag queen e dei ballerini del Muccassassina, storica serata del Circolo Mario Mieli.

La parata dell’8 agosto: la mappa e il cast

Il grande giorno sarà l’8 agosto. Il raduno è fissato alle 17.30 in piazza Garibaldi (con parcheggi disponibili presso l’Ente Fiera). Il corteo colorerà il lungomare fino a raggiungere l’area Teti. Qui, la politica lascerà spazio alla contaminazione artistica.

Il palco sarà un concentrato di energia e messaggi sociali. La super ospite sarà BigMama, icona di body positivity e riscatto. Accanto a lei si esibiranno Eman, Priscilla Drag, le Karma B, Chicco Colella, Vera Dragone, Gioman & Killacat, Simonetta Musitano e Antheal. Spazio anche alle performer resident di Arci Equa – Odile LeNoir, La Nyni, La Doublemme, Sharpay Scorpio – prima di ballare con il dj set targato Muccassassina e i set di Freddy, Trisha, Dylan Jay e Adriana Perulli.

Un finale esplosivo per una manifestazione che, nelle intenzioni degli organizzatori, non vuole essere un punto d’arrivo, ma l’innesco di una rivoluzione culturale permanente.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità