Cassano Ionio: anche il TAR Calabria boccia l’attività dell’Amministrazione Papasso.

Nel mese di febbraio venne portata in Consiglio Comunale di Cassano la pratica urbanistica inerente la realizzazione di due nuove antenne di telefonia a Sibari.

Una prassi del tutto inconsueta, considerato che gli Uffici potevano e dovevano autonomamente determinarsi nel merito delle istanze ricevute. Ma c’è stato qualcuno, il Sindaco, che ha subito intravisto nella vicenda l’opportunità di richiamare su di sè l’attenzione delle telecamere per ingraziarsi la simpatia degli elettori di Sibari, volendo fornire agli uffici un appiglio per bocciare le istanze, coinvolgendo direttamente il Consiglio Comunale e facendo così credere che le leggi dello Stato potessero essere modificate o abrogate da una maggioranza consiliare.

Così Papasso quella sera si eresse a paladino della difesa del territorio, strenuo ed unico difensore assieme ai suoi consiglieri dei sibariti e della loro salute, non esitando ad additare le minoranze consiliari che si astennero,  come coloro i quali svendono gli interessi della collettività a favore di quelli dei privati.

Ne uscì come un grande e glorioso difensore del bene comune e deciso oppositore dei poteri forti.

A distanza di qualche mese però, ora l’A.C. si chiude in silenzio – come quando perde considerevoli finanziamenti del PNRR – e omettere volontariamente di informare l’opinione pubblica sull’evolversi della vicenda: quelle stesse aziende interessate alle concessioni, nel frattempo, hanno presentato ben due ricorsi al TAR Calabria ed i giudici amministrativi hanno espresso con sentenze REG. PROVV.COLL. 989/2022 e REG. PROVV.COLL. 1036/2022, giudizi pesantemente negativi nei confronti del Comune che hanno esplicitamente bocciato entrambi i provvedimenti di diniego, condannando il Municipio a pagare le spese.

In conclusione, ora, in base alle due sentenze del TAR, le nuove antenne potranno essere realizzate nei siti indicati dalle aziende di telefonia (senza alcuna possibilità magari di concordarne l’ubicazione), ed al Comune di Cassano rimane solo da pagare una bella parcella per compensi legali al rinomato studio legale Caruso – Celebre di Cosenza, che ha difeso l’Ente nei giudizi, e pagare le spese di liti a cui è stato condannato.

Insomma, la scelta fatta dal Sindaco e dalla sua compagine di perorare una vera e proprio “causa persa” (altrimenti i giudici non avrebbero condannato il Comune anche a pagare tutte le spese) è costata parecchio cara ai cassanesi, e gli unici ad averne tratto un qualche vantaggio professionale probabilmente sono stati solo i legali coinvolti.

Continuano così a lievitare le spesi per liti (di cui per il solo anno 2022 è previsto un impegno in bilancio superiore a 300.000 €) ed i conseguenti incarichi legali affidati all’esterno (da quanto si apprende dalla stampa online, pare sempre ai soliti studi legali “amici”), senza incassare alcun risultato per la comunità.

Adesso sembra che il Sindaco, non contento delle cocenti sconfitte al TAR Calabria, voglia rivolgersi al Consiglio di Stato, naturalmente con un ulteriore aggravio di spese per il Comune.

Le considerazioni suesposte vogliono richiamare l’attenzione su come amministrare il bene comune meriti tanta serietà e diligenza che non appartiene nemmeno di striscio a questa A.C.: l’azione amministrativa deve essere guidata sempre dal perseguimento del bene comune nel campo della legalità, e non alla ricerca del consenso elettorale, talvolta anche assumendo scelte apparentemente impopolari ed abbandonando di cavalcare i facili populismi.

Il NO sic-et-simpliciter ai nuovi impianti di telefonia solo per accaparrarsi qualche voto in più, è stato espresso in manifesta violazione alla legge nazionale che da unicamente allo Stato e non ai Comuni la competenza di difendere il territorio e tutelare la salute dei cittadini. Una posizione quindi quella assunta dall’Ente – dettata dalla irrefrenabile smania di protagonismo del Sindaco – irragionevole ed in contrasto con il vero interesse pubblico che è quello di sviluppare un servizio di telefonia mobile nell’assoluto pieno rispetto dei limiti di compatibilità con la salute e con l’ambiente fissati in via cautelativa dallo Stato.

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