Facoltà di Medicina a Reggio, scontro totale tra Occhiuto e Falcomatà
La promessa di una Facoltà di Medicina a Reggio Calabria infiamma di nuovo la politica regionale, trasformando l’aula di Palazzo Campanella in un’arena e i social network nel suo prolungamento mediatico. A fronteggiarsi sono il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e il consigliere del Partito Democratico, Giuseppe Falcomatà, protagonisti di un duello che va oltre la semplice dialettica politica.
I fatti dello scontro
Il confronto è esploso durante la seduta straordinaria del Consiglio Regionale del 16 gennaio, convocata per approvare una legge “tampone” contro la cronica carenza di medici. In questo contesto, Falcomatà ha lanciato un attacco diretto, lamentando la mancanza di dati sugli organici sanitari e ironizzando sulla facoltà reggina, definita polemicamente “dispersa in Libia”. L’affondo si è poi spostato online, dove l’ex sindaco ha accusato esplicitamente Occhiuto di aver tradito una promessa elettorale. “Dopo la campagna elettorale, Occhiuto non ne parla più… Ecco svelato l’ennesimo imbroglio”, ha scritto, allegando articoli di stampa in cui lo stesso presidente annunciava la “prossima istituzione” della facoltà.
La replica di Occhiuto non si è fatta attendere. Durante la seduta, ha precisato che la Regione non ha la competenza per istituire una facoltà, ruolo che spetta esclusivamente al sistema universitario. Il compito dell’ente, ha sottolineato, è quello di sostenere l’offerta formativa con finanziamenti e borse di studio. Pur ammettendo le difficoltà della sanità calabrese, il presidente ha rivendicato un percorso di “risalita” basato su investimenti mirati.
Il contesto politico
Al di là dei tecnicismi, lo scontro rivela una tensione più profonda, quasi personale, tra i due leader. Falcomatà ha aperto il suo intervento citando la serie “Stranger Things” e il suo “Sottosopra” come metafora di una politica regionale priva di trasparenza, un chiaro segnale del suo posizionamento come principale oppositore del governo Occhiuto. Questa dinamica sembra già proiettata verso i futuri appuntamenti elettorali. Paradossalmente, mentre i toni si alzavano, la legge per richiamare in servizio i medici in pensione è stata approvata all’unanimità, a dimostrazione di una crisi sanitaria riconosciuta da tutte le parti politiche.
Le conseguenze per gli studenti
La disputa politica lascia nell’incertezza gli aspiranti studenti di medicina, intrappolati tra promesse elettorali e reali competenze amministrative. L’assenza di chiarezza sul progetto ha un impatto diretto sulla crisi sanitaria regionale: una nuova facoltà non è solo una questione accademica, ma rappresenta una soluzione strutturale a lungo termine per formare professionisti sul territorio e contrastare la carenza di personale. Le rassicurazioni di Occhiuto, che promette “medici formati qui fra qualche anno”, restano al momento sospese, condizionate da uno scontro che non accenna a placarsi e che rende ogni timeline estremamente vaga.

