Furto sacrilego a Lamezia Terme: incastrato dalle tracce biologiche, arrestato 53enne
Lamezia Terme – Un furto sacrilego che aveva scosso la comunità locale trova, a distanza di mesi, una svolta decisiva. Nel pomeriggio del 24 giugno, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lamezia Terme hanno tratto in arresto un cinquantatreenne italiano. L’uomo è gravemente indiziato di essere l’autore di un colpo audace e redditizio, messo a segno il 9 ottobre 2025 ai danni della parrocchia “San Giovanni Calabria”.
Il bottino? Circa 28.000 euro in contanti. Si trattava, per la quasi totalità, delle offerte che i fedeli avevano destinato alle attività parrocchiali e al sostentamento dei più bisognosi.
La dinamica del furto, ricostruita dagli inquirenti, rivela determinazione. Il malvivente si è introdotto nell’abitazione in uso al parroco dopo aver devastato, in sequenza, una porta in vetro, una finestra e una vetrata adibita a lucernario. Una volta dentro, ha individuato il denaro e si è dileguato.
Ma la fuga ha lasciato tracce. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme e condotte sul campo dalla Squadra di Polizia Giudiziaria, si sono rivelate serrate e meticolose. Non solo sono state passate al setaccio le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, ma un ruolo cruciale è stato giocato dagli accertamenti tecnici di biologia forense. Tracce biologiche e fotogrammi hanno così composto un mosaico indiziario solido, convergendo su un profilo ben noto alle forze dell’ordine: un cinquantatreenne con precedenti specifici per furto in abitazione.
Su richiesta della locale Procura della Repubblica, guidata dal neo-Procuratore Capo Elio Romano, il G.I.P. presso il Tribunale di Lamezia Terme ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare. L’uomo è stato rintracciato e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.
Come previsto dalle garanzie costituzionali, l’odierno provvedimento si colloca nella fase delle indagini preliminari. La colpevolezza dell’indagato – da ritenersi presunto innocente fino a sentenza definitiva – dovrà essere vagliata e confermata nel successivo confronto tra le parti in sede processuale.
L’operazione, ad ogni modo, rimarca la costante attenzione della Polizia di Stato nel presidiare la sicurezza del territorio, proteggendo non solo i singoli cittadini, ma anche quegli avamposti di solidarietà sociale rappresentati dalle parrocchie.





