Salvare il Sant’Anna Hospital, il consigliere regionale Enzo Bruno: “Non parliamo solo di una struttura, ma di una parte viva della storia di Catanzaro e della sanità calabrese”
CATANZARO – 18 GENNAIO 2025. Cogliere l’opportunità, con coraggio e visione, per rilanciare il Sant’Anna Hospital: è l’appello lanciato dal consigliere regionale Enzo Bruno (capogruppo di Tridico Presidente) durante l’ultima seduta del Consiglio regionale, rivolgendosi direttamente al presidente della Giunta, Roberto Occhiuto.
“Il Sant’Anna, per i catanzaresi Villa Sant’Anna, è stato per anni molto più di un presidio sanitario”, ha ricordato Bruno. “È stata una struttura di cura e di eccellenza, riconosciuta oltre i confini regionali, punto di riferimento per la cardiochirurgia che ha permesso a migliaia di calabresi di curarsi nella propria terra, evitando l’emigrazione sanitaria”. Per il consigliere, il nosocomio rappresenta “un intreccio di storie, di volti, di professionalità” e custodisce il ricordo di pazienti provenienti da tutta la Calabria che hanno trovato speranza e cure.
Bruno ha inoltre sottolineato il ruolo sociale ed economico della struttura: “Il Sant’Anna è stata una vera ‘fabbrica della salute’, capace di formare professionisti, garantire centinaia di posti di lavoro e diventare un faro per il quartiere di Pontepiccolo. Attorno a quella realtà viveva un tessuto di piccoli esercizi, famiglie e relazioni. Spegnere definitivamente quella luce significa perdere un pezzo di città”.
Il consigliere ha quindi chiesto un impegno concreto per valutare ogni percorso di rilancio: “Se esiste un tentativo serio e responsabile per discutere una prospettiva di rilancio, bisogna provarci e approfondire. Lo dobbiamo prima di tutto ai lavoratori e alle lavoratrici e per la difesa del diritto alla cura: ogni presidio in più sul territorio riduce l’odiosa e costosa pratica dell’emigrazione sanitaria. Catanzaro ha tradizione, competenze e un bisogno reale di mantenere un presidio sanitario di alto livello”.
Bruno ha infine rivolto un appello al presidente Occhiuto e al Dipartimento Salute: “Valutate con attenzione ogni possibilità utile a salvaguardare e rilanciare questa struttura. È questione di responsabilità verso i lavoratori, verso la città e verso una regione che ha il diritto di credere ancora in una sanità di qualità”.

