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VIDEO – Vertenza Konecta, scontro totale in Prefettura. L’azienda diserta il tavolo, 74 lavoratori a un passo dal baratro

CROTONE – Un’assenza che pesa come un macigno e una dichiarazione che fa esplodere la rabbia. Si è chiuso con uno scontro frontale e nessuna soluzione il vertice sulla vertenza Konecta tenutosi in Prefettura a Crotone. L’incontro, carico di aspettative per il destino di centinaia di lavoratori, ha visto la grave defezione dei rappresentanti dell’azienda, lasciando sindacati e istituzioni a confrontarsi con un muro di gomma e con l’urgenza di 74 dipendenti che dal 18 maggio saranno a reddito zero.

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A rendere incandescente il clima è stata la posizione ufficiale di Konecta, definita “scandalosa” da Fabio Tomaino, segretario di Confial. “Konecta sostiene che non esista una vertenza Konecta”, ha tuonato il sindacalista al termine del tavolo. “Il 9 aprile è stato certificato uno stato di crisi con 654 persone in cassa integrazione, e nonostante questo l’azienda nega l’evidenza. È il dato più allarmante emerso oggi”.

Durante l’incontro, la Regione Calabria ha assicurato di essere al lavoro su una soluzione complessiva per l’intero progetto, ma i tempi non coincidono con l’emergenza immediata. “Per il rilancio c’è tempo fino al 31 dicembre 2026, ma per i 74 lavoratori le risposte devono arrivare nelle prossime ore”, ha incalzato Tomaino, annunciando che la mobilitazione continuerà.

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Parole durissime sono arrivate anche dal sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, che ha sottolineato il drammatico impatto sociale della crisi. “Pensavamo di aver trovato una soluzione stabile per quasi mille lavoratori, e invece oggi ci sono 74 persone che tra poche settimane non avranno un reddito. In alcune di queste famiglie lavorano entrambi i coniugi in Konecta”.

Il primo cittadino ha puntato il dito contro la gestione della commessa, affidata da TIM, e contro l’assenza dei vertici aziendali al tavolo. “È grave che i responsabili non si siano presentati. Parliamo di un servizio affidato a una società con un capitale sociale di appena 10 mila euro. A questi lavoratori è stata rubata la speranza”.

Con la scadenza del 18 maggio ormai alle porte, la vertenza resta in un punto morto. Mentre cresce la preoccupazione per centinaia di famiglie tra Crotone, Settingiano e Rende, i sindacati promettono nuove battaglie per ottenere la chiarezza e le tutele che, ad oggi, sembrano un miraggio.

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