Michele Affidato scolpisce la storia della Madonna di Capocolonna: un’opera tra fede e devozione per le Feste Settennali 2026
L’orafo crotonese ha creato un bassorilievo che narra i miracoli e la tradizione legati alla Patrona della città. Il ricavato delle vendite finanzierà un’opera più grande destinata al Santuario.
CROTONE – In vista delle Feste Settennali del 2026, un appuntamento che scandisce la vita spirituale e civile di Crotone, il maestro orafo Michele Affidato ha voluto omaggiare la Madonna di Capocolonna, Patrona dell’Arcidiocesi, con un’opera di straordinaria intensità narrativa: un bassorilievo che è un vero e proprio racconto per immagini della secolare storia di fede che lega la città alla sua Vergine.
L’opera di Affidato si presenta come una sintesi visiva densa di simboli. Nella parte superiore, una stella evoca l’antico inno “respice stellam, voca Mariam”, richiamando il ruolo di Maria come guida sicura per i fedeli. Al suo fianco, la figura di un Santo, identificato dalla tradizione come San Dionigi, ricorda l’arrivo del culto mariano in città, un momento fondativo per la cristianità locale.
Il cuore della narrazione è dedicato ai due eventi miracolosi che hanno segnato la devozione crotonese. Il primo, datato 1° giugno 1519, rievoca il tentativo dei Turchi di distruggere l’icona sacra durante un’incursione. Dopo aver provato invano a darle fuoco, la gettarono in mare. Le onde, però, non la sommersero ma la custodirono, permettendo al contadino Agazio Lo Morello di ritrovarla sulla spiaggia e restituirla alla comunità. Un gesto che i crotonesi interpretarono come la volontà celeste della Madonna di rimanere a Crotone.
Il secondo episodio risale al 1638, quando la città, assediata dai Saraceni, fu salvata dall’intercessione della Vergine. La leggenda narra che gli invasori, vedendo la sua effigie comparire sulle mura, furono presi dal panico e si diedero alla fuga.
La composizione si completa nella parte inferiore con la rappresentazione del pellegrinaggio, una marea di fedeli in cammino verso il Santuario di Capocolonna, simbolo di una tradizione che si rinnova ogni anno e che costituisce un pilastro dell’identità culturale e spirituale del popolo crotonese.
Numerosi elementi arricchiscono l’opera: un tempio classico omaggia le radici magnogreche di Crotone, mentre ancore, anfore e simboli marini alludono alla speranza, alla protezione e al passaggio dal paganesimo al cristianesimo. Al centro di tutto, l’icona della Madonna, “Cor et praesidium Huius Urbis” (cuore e presidio di questa città), emerge come fulcro della storia e dell’identità locale.
Il bassorilievo sarà prodotto in una tiratura limitata e disponibile presso lo showroom di Piazza Pitagora. L’iniziativa ha anche un fine benefico. “Con il ricavato di questa creazione”, ha spiegato Michele Affidato, “vogliamo realizzare un progetto più grande: un bassorilievo in argento di dimensioni maggiori, destinato a essere collocato nel Santuario della Beata Vergine Maria a Capocolonna. Sarà un dono, un gesto tangibile di fede e un’espressione del legame profondo che ho con la mia città e con la Beatissima Vergine, da sempre fonte di ispirazione per me”.





