Operazione “Ambiente Sicuro”: raffica di controlli della Guardia Costiera nel Crotonese, tre attività nei guai
CROTONE – Non si ferma, neanche sotto il sole estivo, l’azione di contrasto ai reati ambientali nella provincia di Crotone. I militari del Nucleo di Polizia Ambientale della Capitaneria di porto – Guardia Costiera, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica guidata dal Procuratore Domenico Guarascio, hanno portato a termine una fitta serie di ispezioni mirate a tutelare il territorio e a verificare il rispetto delle prescrizioni ecologiche da parte delle imprese locali.
Il bilancio dell’operazione parla chiaro: tre titolari di attività commerciali sono stati deferiti alla Procura della Repubblica per gravi violazioni al Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/06). I controlli hanno interessato sia nuove strutture sia aziende già monitorate in passato, per verificare l’effettivo adeguamento alle norme.
La mappa degli illeciti: dall’autolavaggio al marmificio
Gli accertamenti degli uomini della Guardia Costiera hanno portato alla luce diverse irregolarità sul territorio provinciale:
- Cirò Marina: Nel mirino dei militari è finito un autolavaggio. Qui è stata accertata una gestione illecita dei fanghi derivanti dalla depurazione delle acque di lavaggio dei veicoli, oltre alla totale assenza dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue industriali.
- Crotone: Presso un marmificio cittadino, i controlli hanno evidenziato che le lavorazioni della pietra avvenivano senza la prescritta autorizzazione per le emissioni in atmosfera, un titolo abilitativo fondamentale per contenere la dispersione delle polveri sottili generate dal marmo.
- Isola Capo Rizzuto: All’interno di un frantoio oleario, già noto alle forze dell’ordine, è stata riscontrata la mancanza di autorizzazione allo scarico dei reflui industriali e una gestione illecita delle acque di vegetazione prodotte dalla molitura delle olive.
Sanzioni e regolarizzazioni
A seguito del blitz, per il frantoio di Isola Capo Rizzuto è scattato l’iter di messa in regola: l’azienda ha ottemperato alle prescrizioni ambientali precedentemente imposte e ha provveduto al pagamento di una sanzione pecuniaria di 5.000 euro. Grazie a questo intervento, l’attività commerciale ha potuto regolarizzare la propria posizione e proseguire l’attività nel pieno rispetto dell’ecosistema.
L’operazione della Capitaneria di porto di Crotone, condotta in stretta sinergia con l’Autorità Giudiziaria, si inserisce in una più ampia strategia di monitoraggio permanente. L’obiettivo primario resta quello di salvaguardare la salute pubblica e difendere il patrimonio naturale calabrese da condotte imprenditoriali illecite e potenzialmente nocive per l’ambiente.






