Il vaso di pandora: i giovani scelgono il coraggio della partecipazione
Reggio Calabria – Quasi mille studenti hanno affollato l’auditorium della Scuola Allievi Carabinieri per un confronto diretto con istituzioni e società civile su legalità, rispetto e prevenzione della violenza. L’iniziativa, promossa dalla CISL Città Metropolitana di Reggio Calabria in sinergia con il Comando Provinciale dell’Arma, ha messo al centro i giovani come motori di un futuro migliore.
Una mattinata di dialogo e riflessione ha trasformato la Scuola Allievi Carabinieri in un laboratorio di cittadinanza attiva. L’evento, intitolato “Il Vaso di Pandora – I giovani e il coraggio della partecipazione per un futuro migliore”, ha visto la partecipazione di numerosi istituti scolastici del territorio, uniti dall’obiettivo di costruire una cultura diffusa della responsabilità sociale.
Ad aprire i lavori è stato Giuseppe Lavia, Segretario Generale della CISL Calabria, che ha sottolineato il valore della collaborazione alla base del progetto. «Questa iniziativa nasce per aprire uno spazio di confronto e avviare un impegno collettivo volto alla prevenzione di ogni violenza», ha dichiarato Lavia, evidenziando l’importanza di discutere temi come il rispetto, la legalità e la partecipazione.
Il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, Antonino Cama, ha ringraziato gli organizzatori, rimarcando la necessità di “fare squadra”. «Le istituzioni, la scuola, il terzo settore e i sindacati devono operare insieme come una vera comunità educante», ha affermato, per formare cittadini consapevoli e responsabili.
Anche il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Generale di Brigata Cesario Totaro, ha insistito sull’importanza del dialogo con le nuove generazioni, definendolo un pilastro dell’impegno dell’Arma.
Il cuore dell’incontro è stato l’intervento di Nausica Sbarra, Segretaria Generale della CISL Città Metropolitana, che ha usato il mito di Pandora come metafora. «Dal Vaso di Pandora non deve uscire soltanto il racconto dei mali del nostro tempo», ha spiegato, «ma soprattutto la speranza di una nuova generazione capace di scegliere il coraggio della partecipazione».
A rafforzare il messaggio, il giornalista Arcangelo Badolati ha portato in scena lo spettacolo teatrale “Io d’amore non muoio”, un intenso racconto civile sulla violenza di genere che ha trasformato il teatro in un potente strumento di riflessione.
Numerosi i rappresentanti delle istituzioni intervenuti. Il Tenente Giusy Gambino ha dialogato con i ragazzi sull’uso consapevole dei social network, mentre il Prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, li ha esortati a sentirsi parte attiva della comunità. «Sentirsi parte della comunità è il primo passo per diventare cittadini consapevoli», ha detto.
Di grande impatto anche l’intervento del Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, che ha messo in luce la crescente rilevanza dei reati legati alla violenza di genere e l’impegno della magistratura con i protocolli del “Codice Rosso”. Tuttavia, ha avvertito, «l’azione repressiva da sola non è sufficiente: è necessario promuovere un cambiamento culturale profondo».
Il dialogo si è acceso con le domande degli studenti, che hanno trasformato l’evento in un momento di autentica educazione civica.
A concludere i lavori è stata Wanda Ferro, Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Interno. «Vedere tanti ragazzi riempire questo auditorium è il segno più evidente di quanto sia necessario investire su percorsi educativi», ha affermato, invocando «una vera e propria rivoluzione culturale» contro la violenza.
La soddisfazione espressa da Nausica Sbarra a fine evento conferma la necessità di continuare a costruire una “comunità educante” che metta in rete scuola, istituzioni e società civile, per rendere i giovani veri protagonisti di un futuro fondato su rispetto e responsabilità.




